Nel mirino delle bande di Mugabe finiscono gli ultimi coloni italiani

In Zimbabwe minacce a quattro nostri connazionali. Sequestrata una famiglia di agricoltori inglesi

Mugabe giura come presidente fraudolento e i suoi miliziani si accaniscono sugli ultimi proprietari terrieri bianchi. Quattro agricoltori di origine inglese, compresa una coppia di anziani settantenni, sono stati sequestrati, duramente picchiati e infine liberati. Non solo: durante la violenta campagna elettorale sono stati intimiditi anche gli ultimi quattro farmer italiani dello Zimbabwe. «Hanno ricevuto delle minacce nell’ultimo periodo di violenze. Su nostra segnalazione la polizia è intervenuta e non ci sono stati problemi più gravi», rivela a il Giornale l’ambasciatore italiano ad Harare, Mario Bologna.
Chi ha minacciato i nostri proprietari terrieri sono i miliziani del partito di Mugabe, noti come «Green bomber», celebri per le loro spedizioni punitive contro gli oppositori. Bande del genere hanno preso domenica sera in ostaggio Michael e Angela Campbell di 75 e 70 anni, un’ora dopo che Mugabe aveva prestato giuramento. La colpa dei Campbell è di essersi opposti, con tutti i mezzi legali, all’espropriazione della loro fattoria. Dei 4500 proprietari terrieri bianchi dello Zimbabwe ne sono rimasti circa 350. Tutti gli altri si sono visti confiscare le terre dai veterani della guerra di liberazione. Le fattorie migliori sono finite a ministri, poliziotti e ambasciatori di Mugabe. Assieme ai Campbell è stato portato via il genero, Ben Freeth, che era accorso ad aiutarli. Freeth nei giorni scorsi aveva raccontato al Times di Londra le nefandezze del regime durante la finta campagna elettorale. Una quindicina di facinorosi armati li ha sequestrati sparando. Verso mezzanotte gli ostaggi sono stati abbandonati presso un’altra fattoria. La signora Campbell aveva il braccio fratturato e i due uomini erano stati picchiati. Li hanno ricoverati per ferite alla testa e bruciature sul corpo. Qualche ora prima, un altro agricoltore bianco, Frank Trott, aveva subito lo stesso destino. Lo Zimbabwe di Mugabe non si è accanito solo contro i farmer dell’odiata Inghilterra, ma ha confiscato la terra anche ai nostri connazionali che possedevano appezzamenti.
Dei 14 proprietari terrieri italiani nello Zimbabwe, nove hanno subito l’esproprio. I quattro che stanno ancora resistendo sono stati minacciati durante la campagna farsa delle presidenziali. Due sono stati «occupati», ma controllano parzialmente le terre, oppure hanno ancora il titolo di proprietà. Quelli già defraudati attendono inutilmente un risarcimento, in virtù di un accordo per la protezione degli investimenti firmato nel 1999 dall’allora ministro dell’Industria Pierluigi Bersani. Un italiano ha accettato la compensazione in valuta locale, che non vale niente, per una delle sue proprietà, riuscendo così a salvare anche la seconda. Fra gli espropriati più colpiti c’è il conte Tommaso Negri, un veterano dell’Africa. Originario di Oleggio, nel Novarese, è un nobile schivo e riservato, che possedeva sei ampi appezzamenti poco distanti dalla frontiera con il Mozambico. L’assurdo è che parte dei suoi terreni espropriati è rimasta inutilizzata.
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