Nel mirino del fisco pure i vecchi condoni

da Roma

Il fisco parte all’attacco dei contribuenti che hanno usufruito dei condoni negli anni scorsi: una circolare dell’Agenzia delle entrate invita infatti gli uffici finanziari a verificare con la lente d’ingrandimento tutte le procedure di sanatoria (condono tombale, integrativa semplice, concordato fiscale, regolarizzazione delle scritture contabili), a caccia di irregolarità. Un errore, o anche un semplice ritardo nel versamento di una rata di condono, può costare caro: cartelle maggiorante del 30% o anche l’annullamento. Si capisce perché l’offensiva fiscale del governo abbia fatto passare vacanze agitate a molti italiani: la stessa Agenzia delle entrate comunica che nel mese di agosto, non ancora concluso, 140mila contribuenti hanno chiesto un appuntamento con gli uffici fiscali per domandare informazioni su avvisi, cartelle e comunicazioni di irregolarità, ma anche per ottenere assistenza per la dichiarazione dei redditi.
E mentre il fisco continua ad agitare i giorni e le notti di tanti italiani, si infittiscono gli incontri fra ministri in vista della prossima legge finanziaria. Ieri, al Viminale, si sono visti Giuliano Amato, Luigi Nicolais e Tommaso Padoa-Schioppa per discutere di razionalizzazioni nel pubblico impiego, compreso il comparto della sicurezza. Nicolais ha confermato che ci si aspettano risparmi per 3-4 miliardi di euro in tre anni. Romano Prodi, in procinto di finire le vacanze, ha sentito per telefono il ministro dell’Economia: «Abbiamo discusso di molte cose - dice il premier - ma non dell’estensione in due anni della prossima manovra» da 35 miliardi di euro. Gli incontri proseguiranno la prossima settimana e giovedì prossimo, in Consiglio dei ministri, Padoa-Schioppa dovrebbe portare una prima traccia di lavoro preparatorio in vista della Finanziaria.