Nel mondiale di baseball tutti alla scoperta di uno zio d’America

Filippo Fantasia

Sedici squadre nazionali, 39 partite in 7 città fra Giappone, Portorico e Stati Uniti (con play-off e finalissima a San Diego), 480 atleti di cui quasi 300 con stipendi da milioni di dollari pronti a sfidarsi, una volta tanto, per una bandiera. Cresce la febbre intorno al World Baseball Classic, il Super-Mondiale ad inviti voluto dalla Major League che ha dato un'improvvisa accelerata al processo di internazionalizzazione di questo sport. Il baseball manda in campo, da oggi e fino al 20 marzo, le stelle del campionato pro americano che per la prima volta hanno la possibilità di vestire la maglia del proprio Paese d'origine. Come nel caso del nostro Mike Piazza, del nipponico Ichiro Suzuki, del dominicano Pedro Martinez o dell'olandese Andruw Jones. Un avvenimento senza precedenti che vedrà in diamante campioni con in tasca contratti d'oro e che mai prima d'ora avevano avuto modo di partecipare alle maggiori competizioni internazionali, bloccati dalla Major che ha deciso ad un certo punto di voltare pagina.
Si comincia da Tokyo. Il primo round va in scena al Dome ed è riservato alle squadre asiatiche: nella partita inaugurale, la Corea affronta Taiwan, mentre l'emergente Cina (che guarda alle Olimpiadi del 2008 con Jim Lefebvre, allenatore «rubato» agli Usa) dovrà vedersela con il Giappone che rappresenta il più forte movimento professionistico dopo le Majors. Ma c'è attesa soprattutto per la nazionale cubana (oro alle Olimpiadi del 1992, 1996 e 2004) guidata dall'allenatore Higino Velez, uno scudetto a Parma nel 1995.
Con tutti i suoi sogni, c'è anche l'Italia. Nel nostro girone ci sono Australia, Venezuela e Repubblica Dominicana, ma sulla nostra strada c'è già un impegno da far tremare i polsi: domani all'ora di pranzo, gli azzurri si troveranno di fronte, per la prima volta nella loro storia, una squadra di Major League. Giocheremo un’amichevole contro i Detroit Tigers, all'interno del complesso di loro proprietà, il «Tigertown», quattro diamanti di gioco sotto il sole della Florida. Il principale, il Merchant Stadium, è stato riservato al match con l'Italia. Una nazionale poco italiana e molto oriunda, per la verità, ma con campioni come Valentino Pascucci (proveniente da Tokyo dove si appresta a disputare la sua seconda stagione nel campionato giapponese) a Mike Piazza (appena passato ai San Diego Padres), fino a Tony Fiore, Jason Grilli e Tony Giarratano, tre «Tigers» oggi però in maglia azzurra.
L’Italia contro i campioni di Detroit. Un sogno soprattutto per il novarese Claudio Liverziani, campione d'Italia con la Fortitudo Bologna, che domani festeggerà in campo i suoi 31 anni: «Sarà un compleanno indimenticabile. Con la maglia azzurra, qui in Florida, per giocare al fianco di big leaguers come Mike Piazza che ho sempre visto soltanto in televisione, eppoi contro i Detroit Tigers. Più bel regalo di compleanno non potevo ricevere».