Ma nel mondo del lavoro c’è troppo maschilismo

La parità uomo-donna, specie in campo lavorativo, è purtroppo ancora lontana. Le donne continuano a essere penalizzate e stentano a ottenere ruoli dirigenziali. Da un’iniziativa promossa da «futuro@femminile» e Forum P.A. dal titolo «Donne nella PA» emerge, infatti, che le pari opportunità, soprattutto nel settore della pubblica amministrazione, sono ancora una meta lontana. La ricerca mette in evidenza dei dati poco incoraggianti. L’unica certezza è che le donne sono sfavorite sia per quanto riguarda i ruoli dirigenziali, sia per gli stipendi, quasi sempre inferiori a quelli del sesso forte. Nonostante le donne nel lavoro pubblico rappresentino il 54% del totale, le dirigenti generali, di prima fascia, oscillano tra il 15-20% e quelle di seconda si aggirano solo tra il 25-35%. E le signore scarseggiano anche nel panorama politico. Alla Camera, al Senato e al Parlamento europeo la presenza femminile è sempre in netta minoranza. Per non parlare di Comuni e Province. Ma il dato più triste è l’atteggiamento maschile, troppo maschilista: gli uomini dirigenti scelgono quasi sempre altri uomini per posti di potere.