Nel mondo trenta nazioni sono già con «noi»

«Al di là del progetto che è molto bello, è una campagna difficile, ci sono un sacco di elementi che giocano sulla vittoria finale». Così il ministro Emma Bonino ieri a Bruxelles dopo aver presentato, insieme al sindaco Letizia Moratti, la candidatura di Milano all’Expo 2015. Per il ministro, «bisogna governare la situazione, che è complessa», senza pensare che la scelta di Milano sia scontata. In parole povere lavorare di diplomazia per cercare di guadagnare la maggioranza dei 98 voti con cui a febbraio 2008 il Bureau international des expositions assegnerà l’evento. Come dire che, per portare l’Expo a Milano e in Italia, bisognerà convincere una cinquantina di Paesi. E, infatti, oltre alla Moratti sono da mesi al lavoro il governatore Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Filippo Penati e il sottosegretario agli Esteri, il «milanese» Bobo Craxi. Difficile dire a che punto sia la conta, ma sembra che almeno una trentina di Paesi sia già stato conquistato alla causa. Come Nicaragua, Costarica e San Salvador, recentemente visitati da Formigoni. Più incerta Cuba, da cui è appena tornato Penati. Ora, in viaggio nei Caraibi, per il Comune c’è l’assessore Massimiliano Orsatti. Se son rose.