Nel Napoletano quasi un miliardo i costi del racket

Il costo medio annuo sopportato dal sistema produttivo napoletano e casertano in considerazione delle estorsioni subite dagli imprenditori è di circa 950 milioni di euro. Ogni anno, in questo modo, si sottrae alla ricchezza prodotta una percentuale pari quasi al 2% della stessa. È quanto emerge dallo studio «I costi dell’illegalità - Camorra ed estorsioni in Campania», realizzato dalla Fondazione Rocco Chinnici con il contributo della Compagnia di San Paolo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e l’Università Federico II di Napoli e con il patrocinio di Confindustria Campania. Il campione preso in considerazione risulta composto da 785 casi di racket registrati nelle province di Napoli e Caserta tra il 1990 e il 2009. Ad esclusione del settore delle costruzioni, dove le imprese sono soggette a un prelievo estorsivo che dipende dall’opera realizzata. Le imposizioni periodiche si collocano tra i circa 25/50 euro mensili di diversi ambulanti e piccoli alimentari del napoletano e i circa 30.000 euro mensili di una grande società di smaltimento rifiuti nel Casertano, mentre per le soluzioni una tantum si passa dai 50 di un piccolo autolavaggio fino ad arrivare agli oltre 230.000 di una grossa impresa commerciale nel settore della pesca del Napoletano. Il prelievo medio mensile per l’intero campione risulta pari a 1.208 euro.