Nel Nord-Est torna a crescere l’export

da Milano

Il Nord-Est è ancora l’area di punta per il sistema industriale italiano. Secondo la quinta indagine Mediobanca-Unioncamere - presentata ieri - in Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna si concentrano le medie aziende dei settori tipici del made in Italy, fornendo un apporto alle economie locali percentualmente maggiore di quello registrato a livello nazionale. E nel Nord Est torna a crescere l'export delle medie imprese che, dopo una battuta d'arresto nel 2003, è salito nel 2004 del 5,8% e - in base ai consuntivi dei primi 9 mesi - del 5,5% nel 2005.
L’indagine mette sotto osservazione 1.451 società (delle quali 546 in Emilia Romagna) di cui il 70% (1.031) attivo nel «made in Italy», mentre limitata appare la presenza nell'alta tecnologia. Per la definizione di «made in Italy» Mediobanca adotta la classificazione utilizzata dall’economista Marco Fortis, che comprende i settori nei quali il sistema industriale del nostro Paese si è maggiormente specializzato, con un forte posizionamento sui mercati esteri: si tratta di alimentare, legno mobili e piastrelle, prodotti in metallo, macchine, attrezzature ed elettrodomestici, imbarcazioni, moto, biciclette e articoli sportivi, tessile, abbigliamento e moda.
Tra il 1996 e il 2002 il fatturato di queste imprese è aumentato del 41,7% (più 50% l'export) e nell'ultimo biennio (2002-4) c'è stata un'ulteriore crescita dell'8%. Lo sviluppo del mondo delle medie imprese del Nord-Est - sottolinea il documento - ha superato quello delle grandi società industriali per fatturato, valore aggiunto e forza lavoro.
Prevalgono, secondo il rapporto, i settori tradizionali dove i punti di forza non sono legati alla tecnologia ma sono di natura commerciale (tecniche e reti di vendita, pubblicità, design) e immateriali (marchi e brevetti). Le attività più avanzate vengono svolte nel settore degli strumenti e apparecchi di misurazione e controllo dei processi industriali (7 aziende), le apparecchiature medicali e chirurgiche (7) e la produzione farmaceutica per medicinali (10).
Le 1.482 medie società di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna, hanno coperto nel 2002 (ultimo anno disponibile dai bilanci), il 19% circa del valore aggiunto dell'industria manifatturiera dell'Italia Nord orientale, mentre il volume dei loro acquisti porta a stimare un indotto pari al 12% del prodotto locale. Tra il 1996 e il 2002 la crescita più consistente in termini di valore aggiunto è stata quella delle 124 medie imprese del Friuli (più 37,2%) e delle 727 medie società del Veneto (più 37,1%) mentre il primato dell'incremento dell'export va alle 70 aziende del Trentino (più 58,9%) seguite dalle 561 imprese dell'Emilia Romagna (più 53,5%).