Nel nuovo Tg1 anche le musiche di Einaudi

da Milano

Sarà il pianista compositore Ludovico Einaudi a firmare le nuove musiche del Tg1 diretto da Gianni Riotta. Ed è sola l’ultima delle novità che riserva il telegiornale dell’ammiraglia Rai. Si parte da domani con uno studio avveniristico dove la figura del conduttore è centrale all’interno dello studio e un lungo tavolo permette la presenza di ospiti. Le immagini di sottopancia calano e riportano il giornalista all’interno di un incalzante racconto visivo.
Nella nuova grafica, il mappamondo stilizzato rappresenta l’idea di un mondo trasparente illuminato dalla comprensione degli eventi. Un conduttore più giornalista, pronto a fare interviste in diretta e a dare un suo commento, un’informazione politica capace di guardare meno ai politici e al palazzo e più al pubblico. Un approccio più simile a quello della carta stampata, arricchito da interventi autorevoli, in poche parole un prodotto più raffinato e meno di massa. Nessun ammiccamento per alzare l’audience se questo significa offrire meno qualità. Obiettivo principale: catturare quei telespettatori che al momento del Tg cambiano canale non per migrare ad un altro telegiornale ma perché scelgono di non essere informati ed è lì, sostiene Riotta, che entra in ballo l’antipolitica. Rafforzare, migliorare, incrementare l’informazione è importante proprio perchè l’Italia è di fronte a una «furibonda ondata di antipolitica»: il direttore esprime infatti preoccupazione per le parole di Beppe Grillo che ha invocato l’abolizione dei partiti.
Dunque, più rubriche, approfondimenti sempre diversi in base al pubblico che cambia a seconda delle fasce orarie, naturalmente notizie a getto continuo secondo l’idea del «nastro» e non del singolo segmento informativo. Perché, secondo Riotta, «la Cnn italiana esiste già ed è il Tg1».