Nel Parco degli Acquedotti ora è emergenza criminalità

Dopo i furti le violenze. Si aggrava la situazione intorno al Parco degli Acquedotti, l’oasi verde del X Municipio che ospita numerose baracche abusive e ricoveri costruiti con rami, reti e lamiere. Oltre all’ondata di furti nei negozi di viale Giulio Agricola, via Lucio Papirio, via Canuleio e strade limitrofe, già documentata su queste pagine, nelle ultime settimane si sono verificati diversi episodi di aggressioni ai danni di ragazzi e anziani. «Mi trovavo con sei amici nella zona dell’ex laghetto - racconta Eleonora, 16 anni - non troppo lontano dalla strada. Erano circa le 7 di sera. A un certo punto si sono avvicinati tre uomini, probabilmente dell’Europa dell’Est. Volevano i nostri cellulari. Quando un ragazzo si è rifiutato, gli hanno dato un cazzotto in faccia». Identica la dinamica descritta da Simone, 15 anni: «Mentre facevo una passeggiata con due compagni di classe, due stranieri ci hanno minacciati con un coltello. Un mio amico è riuscito a scappare, ma all’altro hanno portato via il portafogli e due telefonini». «Per me che faccio atletica - si lamenta Roberta, 16 anni - il parco era un’ottima opportunità per allenarmi. Ora non ci vado più, ho paura». Ma tenersi alla larga non è sufficiente: una signora che abita al 18 di piazza Celio Sabino è stata seguita in ascensore e, davanti al solito coltello, ha dovuto consegnare la borsetta. Per non parlare dei diversi episodi di spaccio segnalati a polizia e carabinieri.
Gli abitanti del quartiere non si sentono più al sicuro, a maggior ragione perché gli interventi compiuti finora dalle forze dell’ordine non hanno raggiunto i risultati sperati. È il caso del blitz dello scorso 20 marzo, concluso con lo sgombero di circa 65 occupanti abusivi. Che si sono semplicemente spostati nella zona est dell’area. «Qui - spiega Maurizio Borella, presidente del comitato Parco degli Acquedotti - c’è bisogno di un intervento massiccio, coordinato e definitivo per la bonifica degli insediamenti. Il 16 febbraio, nel corso di un incontro, Flavia Leuci (assessore con delega alle politiche della riqualificazione urbana, ndr) mi ha promesso uno stanziamento di 100mila euro. Da allora non abbiamo saputo più nulla di quei soldi». «Vogliamo una risposta entro un mese - gli fa eco Sandro Perna, vicepresidente del comitato - altrimenti occuperemo la sala consiliare del Municipio e bloccheremo la Tuscolana».
La verità è che lo sgombero è osteggiato da quei cittadini che, a quanto sembra, affitterebbero a caro prezzo e senza fare troppe domande i loro orti recintati, dando così una spinta ulteriore alla criminalità della zona. «Qui nessuno chiede la luna - conclude Borella -. Solo non capiamo perché a Villa Borghese o a Villa Ada certe situazioni non siano assolutamente tollerate, mentre qui tutto è ammesso. Il nostro è forse un parco di serie B? Almeno la storia dice il contrario».