Nel parco del Pineto crescono le baraccopoli

Strano che in un’area vincolata e protetta dal Comune sorgano delle baraccopoli. Eppure questo è lo scenario al quale si assiste nel parco del Pineto, una fra le oasi più affascinanti del territorio romano incastonata tra via Pineta Sacchetti e valle Aurelia. Duecentoquarantasei ettari di terra in pasto al degrado e in attesa di un progetto di riqualificazione avvertito dai residenti della zona come una pressante necessità. Con loro sono andati a parlare il capogruppo comunale di An Marco Marsilio e l’ex presidente del XIX municipio Marco Visconti. «Questa è un’emergenza che l’amministrazione stenta a superare», hanno chiosato assieme una volta ascoltate le proteste. Al via dunque una raccolta di firme organizzata da An per una petizione «contro il degrado, l’abbandono, lo spaccio, la prostituzione e l’abusivismo» in cui annaspa la prestigiosa area verde. E i residenti avanzano le loro richieste: in cima a tutte ci sono lo sgombero delle baraccopoli (in tutto due), la chiusura serale del parco, il ripristino della recinzione e un aumento dei controlli.
«Serve maggiore intransigenza», esclama Marsilio. Mentre Visconti, che grazie al suo precedente incarico conosce bene la situazione nella zona, trova lo spazio per una precisazione: «È necessario fare una distinzione fra le due baraccopoli presenti. La prima, dove vivono 28 nuclei familiari e 14 minori, non crea problemi di ordine pubblico. L’altra, invece, è abitata da una quindicina di persone che al contrario di guai ne combinano diversi».
Sulla questione è intervenuto con determinazione anche il consigliere comunale di An Federico Guidi che ha annunciato, accompagnato dai capigruppo municipali Benito Peri e Roberto Valci, «un mese di mobilitazione straordinaria», esprimendo la volontà del partito a far sentire tutto il proprio peso affinché venga garantita la salvaguardia del parco. «Salveremo il Pineto dagli accampamenti abusivi - dichiara Guidi, in qualità pure di vicepresidente della commissione Ambientale -. Inoltre richiameremo l’attenzione sull’aumento della criminalità nei quartieri circostanti». Sul parco incombe poi il progetto di costruirvi una ferrovia: «Faremo di tutto per scongiurare che ciò avvenga. Chiederemo la piena fruibilità dell’intera area verde da parte della cittadinanza». Nel tono usato dal consigliere comunale si legge però una dose di scoramento motivata, stando a una sua affermazione, dal «torpore soporifero» che caratterizza la maggioranza di centrosinistra. «Siamo stanchi d’invitare la giunta a provvedere all’allontanamento dei desaparecidos della Capitale dal parco naturale. È ora che il Comune intervenga con decisone al fine di riportare ordine e legalità all’interno della zona».
Il mese di mobilitazione culminerà con la prima edizione del Pineta Day, previsto per fine aprile. Forse però si giungerà a una soluzione idonea (sopratutto sul fronte degli insediamenti abusivi) prima di allora. O per lo meno questo è quello che lascia intendere, senza sbilanciarsi troppo, il presidente del municipio XIX Fabio Lazzara.