Nel Pdl un triumvirato aiuterà il presidente Berlusconi

Oggi a pranzo, dopo una serie di stop and go, si siglerà l’accordo sul nuovo statuto del Pdl, prima del congresso fondativo del 27 marzo alla Fiera di Roma. Il premier Silvio Berlusconi non sarà presente, ma certamente troverà il modo di manifestare la sua benedizione alla chiusura. E anche Gianfranco Fini, ad un passo dall’accordo, parrebbe compiaciuto nel vedere accolte le richieste da lui fatte al premier, in un pranzo una dozzina di giorni fa. Non ci sarà, nella carta statutaria del Pdl, un ruolo messo nero su bianco per l’attuale presidente della Camera, che vede però riconosciuto il suo profilo di co-fondatore del Pdl. Berlusconi sarà naturalmente presidente, ma invece di acclamarlo, il congresso di marzo procederà alla sua elezione (magari per alzata di mano o per voto segreto). Subito sotto di sé il Cavaliere avrà un «triumvirato», scelto all’interno di un più vasto ufficio di presidenza di una ventina di membri. I «triumviri», salvo diverse decisioni dell’ultima ora, saranno i coordinatori di Forza Italia Denis Verdini, il reggente di An Ignazio La Russa (nella foto) e un terzo (si fa il nome di Sandro Bondi). Ma non è ancora escluso che al dunque si potrebbe lasciare a Forza Italia (sempre in ossequio dei rapporti di forza 70-30) la libertà di scegliere tra i «piccolì» del Pdl il terzo coordinatore. Fino all’ultimo le frizioni sono rimaste invece sul meccanismo di nomina di coordinatori cittadini, provinciali e regionali, ciascuno dei quali affiancato da un coordinatore vicario e da vice (seguendo il modello già applicato per i gruppi Pdl in Parlamento). A nominare il «battaglione» (circa 400 solo i coordinatori) sarà lo stesso presidente Berlusconi, avvalendosi dall’alto della segnalazione dei 20 dell’ufficio di presidenza.