Nel Polo tutti con il governatore: «Ora la Lega chiarisca»

«È come un cartellino giallo, a cui può seguire o no quello rosso. Se si batte il petto e chiede scusa, credo che si possa normalizzare tutto». Ha commentato così, l’assessore lombardo alla Famiglia Giancarlo Abelli, la sospensione di Alessandro Cè dalla giunta. «È la dimostrazione - ha affermato anche la vicepresidente della Regione Viviana Beccalossi - che non eravamo di fronte a temporali estivi, né tanto meno a una questione personale. Si tratta di uno strappo di natura prettamente politica e la decisione del presidente è pienamente condivisa da tutta la giunta. La Lega deve rendersi conto che la minimizzazione della vicenda che ha fatto non era assolutamente corretta. Cè non ha avuto rispetto né stima per l'operato del presidente e della giunta». Il rapporto tra assessore e governatore, ha sottolineato invece il coordinatore regionale di Forza Italia, Maria Stella Gelmini, «è per antonomasia di tipo fiduciario, e riguarda esclusivamente i diretti interessati. Altro invece è il problema politico, che rimane e credo vada risolto al più presto, perché temo che gli elettori non lo capiscano». Per questo motivo Gelmini convocherà con urgenza i vertici di maggioranza per risolvere la questione.
L’assessore regionale di An Massimo Corsaro ammette che «vi è un forte rammarico per la situazione che si è creata, e l’auspicio è quello di una veloce ricomposizione dei dissapori nella Cdl, ma forse la Lega ha fatto troppo presto spallucce rispetto a toni che non possono non essere considerati inaccettabili. Mi rendo conto che è abituata a spararle grosse e a tornare indietro, ma oggettivamente sono stati utilizzati aggettivi troppo forti da Cè. Ci aspettiamo dalla Lega una presa di posizione chiara». Il segretario provinciale dei Ds, Franco Mirabelli, sostiene invece che «è chiaro che non si tratta di questioni caratteriali, ma di una crisi politica profonda iniziata prima delle elezioni. Purtroppo, saranno i cittadini lombardi a pagare le conseguenze di una paralisi che dura ormai da diversi mesi». Il sindaco Gabriele Albertini, interpellato sui contrasti regionali, prima che evolvessero nella dura presa di posizione del governatore, aveva affermato di poter «ricevere consigli, più che darne a Formigoni. Per quanto riguarda la nostra esperienza in Comune, il nostro atteggiamento è sempre stato di non blandire le linee del dissenso».