Nel porto dei veleni ora sbarcano querele e danni alle auto

(...) strumentalmente utilizzate da Burlando per attaccarmi ingiustificatamente, si riferiscono a periodi anteriori alla spartizione del Multipurpose, che è sotto indagine, e comunque la mia era una valutazione politica per un'ipotesi che circolava da giorni e che era già stata illustrata da diversi soggetti in precedenti articoli sulla stampa». Ecco perché il leader del movimento arancione ha chiesto ai suoi avvocati «di citare Burlando per chiedere un'ingente risarcimento per i danni subiti per un attacco personale, non giustificato neppure dall'inizio della campagna elettorale».
L’inchiesta si avvelena, se possibile, ancora di più. E lo testimonia anche dal contenuto della deposizione resa ieri da Bruno Musso, a capo del Gruppo Grendi, nel corso dell’interrogatorio con il pm Walter Cotugno, da cui è stato sentito per spontanee dichiarazioni come persona informata dei fatti. Musso, che è l’autore del ricorso al Tar contro la spartizione tra altri terminalisti del Multipurpose, ha tra l’ altro denunciato che la notte scorsa sono state danneggiate le auto di famiglia e alcuni camion posteggiati all’ interno del suo terminal, a Calato Ignazio Inglese. «A mio parere - commenta Musso - i danni sono stati intenzionali perchè l’area è protetta e non tanto facilmente accessibile da tutti». L’imprenditore ha ribadito di aver presentato «ricorso al Tar perché eravamo gli unici ad essere rimasti fuori dal Terminal Multipurpose. Dapprima non coltivai molto il ricorso perché l’Autorità portuale ci aveva promesso di cercare una soluzione per noi attraverso nuovi accordi con Tirrenia».
In mattinata, è stato interrogato anche Aldo Spinelli, indagato nell’inchiesta per turbativa d’asta in concorso. «Da lunedì partirò con i miei avvocati per fare valere i miei diritti sul Terminal Multipurpose, di cui sono attualmente l’ unico concessionario», ha detto Spinelli all’uscita dall’ufficio del magistrato dove si è avvalso della facoltà di non rispondere. Assistito dai difensori Andrea Roveta e Andrea Vernazza, ha consegnato alla procura l’intera documentazione da cui risulta la concessione del 100 per cento alla sua società fino al 2029 di tutto il terminal Multipurpose.