Nel presepe di Geo la vecchia guidovia sale alla Guardia

Federico Casabella

Ottanta metri quadrati di presepe nella parrocchia di Geo, paese dell'alta Valpolcevera sospeso a metà tra la città e la campagna. È un incantevole spazio dedicato a chi vuole sognare tornando indietro nel tempo, per respirare la vita rurale.
Parte dalla riproduzione in scala di San Michele di Pagana, piccolo borgo vicino a Santa Margherita Ligure, l'itinerario di questo scenario, con le case arroccate che si affacciano su un mare agitato dove i pescatori tendono le loro reti, e risale verso la campagna incontrando case che si possono trovare passeggiando per Celle Ligure, Chiavari o Noli e che gli autori di questo presepe hanno fedelmente riprodotto, dopo averle fotografate e studiate. Gli interni delle abitazioni, sono tutti arredati e, lo studio minuzioso del particolare, toglie il fiato: dall'antica cucina genovese con il lungo lavello in marmo e la tendina che copre lo spazio porta pentole, alla credenza in legno di un salotto, passando per le stanze da letto che si scorgono illuminate nella notte, in una delle quali fa gran lustro, nella parete dietro al letto, il quadro che rappresenta la Madonna della Guardia.
Sì, perché qui, siamo ai piedi del Monte Figogna, il rilievo sulle cui pendici domina il Santuario caro ai genovesi, che in questo presepe non poteva mancare. Così, dalle case marinare, si risale per i paesi rurali della campagna di Livellato, tra la bocciofila ed il vecchio mulino, con ampie terrazze coltivate ed un vecchio «troggio» nel quale le contadine lavano i panni.
Pochi i movimenti meccanizzati, ma chi decide di visitare questo presepe, non può non rimanere entusiasta davanti alla ricostruzione della antica guidovia che, fino agli anni '50, partiva da San Biagio e risaliva fino alla Guardia trasportando i pellegrini. Si muove avanti e indietro, su e giù dal monte, di giorno e di notte, facendo commuovere chi, quell'itinerario, lo ricorda ancora e nella mente rivive attimo per attimo il fascino che trasmetteva vedere quella carrozza salire su dal monte, nello stesso modo nel quale la scorgevano i contadini di Geo. Sì, perché qui nulla è lasciato al caso: proporzioni, punti di vista e prospettive sono accuratamente studiate ed il presepe diventa anche un'opera di ingegneria.
Chi visita il presepe, stia attento alla cura del dettaglio, ai vestiti delle statuine, piuttosto che all'allestimento del pollaio o al bancone dell'osteria, ma soprattutto non manchi di soffermarsi sulla chiesa di Santo Stefano del Ponte di Sestri Levante. Riprodotta a ridosso del borgo marinaro, sul sagrato è presente il «risseau», l'antica pavimentazione con cui i liguri ornavano i sagrati delle chiese. All'interno il sacerdote celebra la funzione, mentre sul campanile che segna le ore, all'alba e al tramonto la campana grande, scioglie le sue corde e suona a martello.