Ma nel rione girano anche fogli scherzosi: «Affittiamogli un film»

Non solo il volantino con la scritta «wanted». Già martedì sera a Trastevere i collettivi studenteschi, di lotta per la casa e antiproibizionisti, avevano lanciato la campagna «affitta un film per Giro»: «Anche quest’anno un parlamentare è impazzito. È solo, ha caldo, ha voglia di guardare qualcosa. Ma l’antenna non prende ItaliaUno. Non rimanere indifferente. Affitta anche tu un film per l’on. Giro. Salva un uomo e salva la tua città». Recitavano gli adesivi distribuiti. Firmato: «Pubblicità progresso a cura del Ministero della Sanità-Dipartimento per il contrasto del voyeurismo contro la militarizzazione del centro della nostra città, e contro l’espulsione dei ceti popolari dai quartieri storici». E su un’altra locandina si legge: «Il sabato sera (Giro, ndr) filmava con odio quelle persone che dopo una settimana di lavoro osavano andare a distrarsi lì a casa sua, solo sua, perché Trastevere appartiene a chi paga l’affitto, non a chi se lo vive giorno per giorno. Appartiene a chi ha il denaro per speculare sugli appartamenti, non a chi fa girare l’economia spendendo i propri soldi tra i locali che schiacciati dagli affitti esorbitanti faticano a tirare avanti. Capito???».