Nel ruolo di domestica in «The Help» ha conquistato tutti

E nessuno credeva in questa storia di donne...

da Los Angeles

The Help è stato il film rivelazione del 2011, un successo di pubblico e critica inatteso: il romanzo di Kathryn Stockett da cui è tratto fu rifiutato da 60 agenti letterari prima di diventare un bestseller (in Italia lo pubblica Mondadori). Uno dei primi fan del libro fu Tate Taylor, amico d’infanzia dell’autrice, aspirante regista, che ebbe l’intuito di comprare i diritti cinematografici del manoscritto, e quando il libro diventò un successo, non li mollò malgrado le numerose offerte. The Help è la storia al femminile di un gruppo di domestiche di colore nel Mississippi segregazionista degli anni ’60. Il classico film che nessuno studios voleva fare. Ma Taylor non disperò e ora il film ha oltrepassato i 200 milioni di dollari al botteghino, e ha lanciato una nuova stella, Octavia Spencer, che domenica ha vinto il Golden Globe come miglior attrice non protagonista: non certo un’esordiente - ha recitato in oltre novanta film e serie tv, da Being John Malkovich a Seven Pounds - ma finora semisconosciuta.
Pur essendo una veterana, Lei è considerata la rivelazione del momento. Come si sente?
«Sono felice che tutto questo stia accadendo adesso che ho quasi quarant’anni e una certa esperienza del mondo del cinema: ho i piedi ben piantati per terra. Spesso il successo ottenuto troppo giovani fa più male che bene».
Come ha ottenuto il suo ruolo?
«Puro nepotismo - dice ridendo - Tate Taylor e io siamo stati coinquilini durante i nostri primi anni a Los Angeles, e Tate si è ispirato alla sottoscritta per scrivere il ruolo di Minny Jackson, un peperino e una maga in cucina... Ci ha indovinato col carattere, ma per il cucinare... sono un disastro».
Quella di The Help sembra davvero una storia tutta in famiglia...
«Sì, Tate è stato fedele ai suoi istinti anche quando nessuno voleva fare il film. Pensi che Allison Janney, un’altra delle attrici e anche lei amica di Tate, gli prestò diecimila dollari quando stava per dichiarare bancarotta. Ma poco a poco Tate riuscì a interessare la Dreamworks e attrici del calibro di Emma Stone, Viola Davis, Cicely Tyson».
Il film ha dimostrato che anche un dramma tal femminile può essere un successo al botteghino...
«Sì, sono felice che The Help e Le amiche della sposa, uscito pochi mesi prima del nostro film, abbiano dimostrato che le donne possono essere divertenti, complicate e determinate come gli uomini. E che le storie al femminile interessano un pubblico più ampio di quello che gli esperti del marketing immaginano».
Cosa ha imparato dal suo ruolo?
«Mi ha fatto pensare a quanto debba essere grata alle generazioni precedenti, alle Minny di questo mondo. Senza le loro lotte io non sarei qui a recitare il ruolo di una domestica, ma farei la domestica».
Progetti futuri?
«Dopo The Help ho girato tre film e presto reciterò nella prima opera da regista di Diablo Cody».