Nel «sincro» è finita la Passione l’Italia ritorna sul podio europeo

La musica sacra accompagna la Adelizzi al bronzo nel singolo, la squadra vince l’argento. Da domani via a Magnini & C

Che c’azzecca il nuoto sincronizzato con la musica sacra? Per maggiori informazioni, sintonizzarsi sugli europei di nuoto in svolgimento a Eindhoven e chiedere della giovane Beatrice Adelizzi. Vi risponderanno che sulle note della Passione di Cristo la diciannovenne di Monza ha nuotato e ballato come mai prima aveva fatto, conquistando la medaglia di bronzo alle spalle della spagnola Gemma Mengual e della russa Natalia Ischenko. Una medaglia storica per l’Italia: prima della Adelizzi, soltanto Giovanna Burlando era infatti salita sul podio in questa specialità a Siviglia 1997 e a Istanbul 1999.
Novantaquattro punti (46.7 di merito tecnico, 47.3 di impressione artistica) conquistati movimento dopo movimento, figura dopo figura che valgono una medaglia continentale e un’impresa senza tempo: «Ancora non ho coscienza della medaglia storica per il sincro italiano - le prime parole della nuotatrice -. Domani (oggi alle 12, ndr) ho il doppio con Giulia Lapi: poi mi rilasserò e forse riuscirò a capire il prestigio del risultato ottenuto. Sono davvero contenta di essermi espressa a questi livelli davanti alla mia famiglia. Ho vissuto la gara con maggiore tranquillità rispetto al passato, sono riuscita a pensare ed effettuare tutti i movimenti come volevo. Sono soddisfatta e lo ero ancor prima di leggere il punteggio che ha trasformato tutto in gioia». In serata è arrivato anche il secondo olè, con le azzurre che hanno vinto l’argento nella gara a squadre.
E da domani riflettori puntati su nuoto e tuffi: a 143 giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino, un banco di prova importante per testare le condizioni della comitiva italiana. Nella vasca della piscina «De Tongelreep» di Eindhoven saranno presenti tutti i big azzurri: da Filippo Magnini a Massimiliano Rosolino, da Alessia Filippi a Francesca Segat, passando per i gli avvitamenti e le carpiature di Tania Cagnotto e Maria Marconi. Senza dimenticare la stella Federica Pellegrini: dopo la sfida a colpi di record del mondo con la francese Laure Manaudou ai recenti mondiali di Melbourne nei 200 stile, si preannuncia un nuovo faccia a faccia tra le due giovani star. Rendez-vous domenica prossima alle 18.15.
Ma le gare in terra olandese saranno una tappa colma di significati anche per la dorsista Romina Armellini. Ma in questo caso lo sport c’entra poco. Perché la dorsista italo-sudafricana la sua gara l’ha già vinta. Sei anni fa a Johannesburg le avevano dato pochi mesi di vita: tumore alla tiroide, la diagnosi feroce che aveva interrotto i sogni e le speranze dell’allora diciassettenne Romina. Oggi la malattia è soltanto un brutto ricordo: «Sono serena, non ho niente da perdere. A questi Europei porto tutta la mia anima. Spero di entrare in semifinale, poi, se sarò da medaglia, chissà». Già, chissà...