«Nel sondaggio i più fragili sono i giovani»

Milano - «Quello che ci ha colpito di più, nelle risposte a questo sondaggio, è che la fascia di popolazione più fragile e spaventata sia quella più giovane, cioè proprio quella che dovrebbe costruire il futuro». A dirlo è Simona Beltrame, amministratore delegato della società di ricerche di mercato e sondaggi Demoskopea, che precisa anche come le interviste alle 800 persone rappresentative dell'intera popolazione italiana siano state fatte nella serata di mercoledì 8, tra le 19.30 e le 21.30.

Perché avete voluto accostare la paura della crisi proprio a quella del terrorismo?
«Perché quello fu un fenomeno globale, che dopo l'11 settembre 2001 toccò intimamente, per anni, tutto il mondo. Poi, come succede, anche le paure si assorbono e la gente è tornata a viaggiare in aereo e a scendere nella metropolitana»

Lei diceva della fragilità dei giovani. Forse si può anche capire, con le tante certezze in meno rispetto alla generazione dei loro genitori...
«È vero, se pensiamo alla difficoltà di trovare un lavoro o ai mutui inavvicinabili, ma non sottovalutiamo anche un certo atteggiamento di chi forse in questi anni ha avuto tutto, forse troppo».

Facendo il parallelo con la paura delle bombe, pensa che sarà destinata a scemare anche quella per la crisi?
«Ora la gente ragiona e risponde a caldo. Quindi così come è stato per il terrorismo, anche il sentirsi minacciati nelle proprie tasche andrebbe monitorato. Ora ne parlano tutti, mass media e politici. Sarà interessante vedere cosa penserà la gente a polverone finito».

Il 23% attribuisce la colpa di quanto sta succedendo alle banche. A prima vista sembra poco.
«E poteva essere anche meno, se non fosse che proprio negli ultimi mesi, sull’onda delle prime notizie dall'America, il tasso di fiducia negli istituti di credito è peggiorato moltissimo».

Idem per i politici?
A dire il vero è la prima volta che registriamo una sfiducia tanto alta nella categoria. Ma diamo tempo e vediamo anche qui i risultati tra qualche mese, una volta spenti i fuochi di paglia».

Come esperta del settore, qual è la sensazione complessiva che ricava dalle risposte del sondaggio?
«Che fuori di ogni dubbio stiamo attraversando un periodo di seria crisi e di forte consapevolezza della stessa da parte della gente. Ma ciò che ci preoccupa di più è l'emergere di un pessimismo diffuso - ancor più preoccupante quello dei giovani a cui accennavo prima - sul quale sarebbe necessario ragionare».