Nel Trevigiano Sindaco leghista paga la retta ai baby-stranieri

L’integrazione è di casa a Tarzo, provincia di Treviso: il sindaco della Lega stanzia un fondo di 10 mila euro per pagare la retta dell’asilo ai bambini, quasi tutti figli di immigrati, i cui genitori non se la possono permettere. Plaudono i due parroci degli unici due asili presenti e, a parte qualche immancabile critica, condividono i cittadini del paese incastonato tra le valli trevigiane che conta 4.599 abitanti, di cui 381 stranieri. Il 35enne Gianangelo Bof, che negli anni ’80 in Germania ha provato sulla pelle cosa significa essere un bambino immigrato, si è già conquistato l’appellativo di sindaco «anti-Adro», il Comune lombardo guidato dal leghista Oscar Lancini, quello che dopo aver negato i pasti ai bambini con famiglie senza possibilità di pagare la mensa ha ’bollatò un’intera scuola con il Sole delle Alpi. «Quei 10 mila euro li considero un investimento per il futuro», spiega Gianangelo Bof, che ha un passato da emigrante come tanti altri a Tarzo e tre anni fa è diventato sindaco del paese con una delle più alte percentuali fra i comuni della Marca di cittadini costretti a cercare lavoro e fortuna altrove, soprattutto in Sudamerica, Australia e Germania. «Dare mille euro ad un bambino di 3 anni mi costa meno che intervenire quando ne avrà 16-17 con problemi di delinquenza - spiega Bof, che guida una giunta Lega-Pdl-Udc - Ci sono bambini che non parlano l’italiano e se l’imparano prima di cominciare le elementari saranno tutti alla pari, facilitando così l’insegnamento».