Nel verde di Wimbledon c’è il giallo scommesse

L'allarme del "Times": nel 2007 ci furono quattro match sospetti, neglu ultimi cinque anni sono 45. Il direttore del torneo: "Non ci sono prove"

Vittorio Campanile

Alla vigilia di Wimbledon riesplode il caso scommesse nel mondo del tennis. A lanciare l'allarme è il sito internet del Times, per il quale ci sono 4 match del singolare maschile del torneo più prestigioso del mondo che, nell’edizione 2007, potrebbero essere stati «aggiustati». In più cinque dei tennisti coinvolti sarebbero nel tabellone principale di Wimbledon anche quest'anno. L’allarme arriva da uno dei più importanti bookmakers on line, Betfair, che ha segnalato come lo scorso anno Wimbledon ha creato un giro di scommesse di circa 450 milioni di sterline, con un giro d’affari nei match sospetti decisamente superiore a quello delle altre partite.
Betfair inoltre ritiene che negli ultimi anni almeno 8 match a Wimbledon potrebbero essere stati aggiustati, sospetto che rilancia le affermazioni di Gilles Elseneer, tennista belga di secondo piano, che rivelò nel 2005 un’offerta di 70mila sterline - più di 100mila euro - per perdere al primo turno da Potito Starace. Il tennista rifiutò l'offerta vincendo l'incontro e curiosamente Elseneer rivelo all’ex collega ora giornalista Filip Dewulf, di essere stato sottoposto a ben 4 controlli antidoping a sorpresa in meno di 5 mesi dal giorno della rivelazione e nonostante fosse gia fermo per infortunio. Cosa che lo portò al ritiro.
Nella vicenda, secondo il Times, sarebbero invischiati tennisti italiani, argentini, russi, spagnoli e austriaci. E il tutto risulterebbe in un dossier redatto da due agenti di Scotland Yard a cuo si erano affidati quelli dell’Atp, cioè l’associazione che comanda il tennis. Jeff Rees e Ben Gunn, i due agenti, proprio alla vigilia del Roland Garros hanno presentato la loro relazione di cui oggi si sa il contenuto. I primi sospetti nacquero l’anno scorso quando per la prima volta Betfair annullò tutte le scommesse sul match fra Davydenko e Vassallo Arguello nel torneo polacco di Sopot perché il russo - che era in vantaggio - perse in modo sospetto - ritirandosi - mentre tre scommettitori russi puntavano un totale di 10 milioni di euro sull'argentino sotto di un set. Davydenko, poi scagionatoo, ha querelato l'Atp chiedendo 7 milioni di euro di risarcimento.
Nel frattempo però 5 tennisti italiani sono stati qualificati e sono per ora gli unici: Alessio Di Mauro per nove mesi, Potito Starace per un mese, Daniele Bracciali per tre mesi, Giorgio Galimberti per 100 giorni e Federico Luzzi per 200 giorni. Proprio questa settimana Di Mauro tornerà a giocare nel Challenger di Reggio Emilia perché il Tas gli ha ridotto la squalifica da 9 a 7 mesi. E Corrado Tschabuschnig, il suo agente che è anche procuratore di Starace, ha confessato che «Ai tennisti vengono proposti per perdere cifre pari a circa 10 volte il premio che riceverebbero vincendo il match».
Tschabuschnig però è convinto che i tennisti siano innocenti e punta il dito sui componenti dei loro team che passerebbero le notizie agli scommettitori. Nell'indagine di Betfair comunque ci sarebbero 140 match sospetti e un tennista classificato fra i primi 150 del mondo sarebbe coinvolto 8 volte. Secondo il dossier a gestire il tutto ci sarebbe la mafia russa o dell'Europa orientale: gli organizzatori di Wimbledon, preoccupati della vicenda, hanno aumentato le misure di sicurezza limitando l'accesso nell’area riservate ai giocatori, in modo tale che solo il coach possa seguire il giocatore nello spogliatoio. Anche se il direttore esecutivo del torneo ha precisato: «Ciò che è comparso sui giornali è storia vecchia - ha detto Ritchie -. Non esistono prove nuove e nessuno ci ha presentato nuove accuse».