Nel Vicentino Così il centro sociale si trasformò in Arci

Il caso è all’ordine del giorno da mesi. Ma anche ieri sera il consiglio comunale di Schio, 38 mila abitanti nel Vicentino, ha rinviato la discussione. La genesi del circolo Arci della zona, rivela il capogruppo dell’opposizione Marco Tolettini (Pdl), nasce nella primavera 2007, quando la polizia sgombera un palazzo occupato da un gruppo di anarchici. Tempo qualche mese e gli ex animatori del locale abusivo ottengono l’autorizzazione a riunirsi in un capannone della zona artigianale. «In pratica, questi ribelli presto si sono fatti esperti di codici e direttive, e grazie alla legge che favorisce i “circoli culturali e ricreativi” sono diventati un’Arci», racconta Tolettini. Cosa fanno? «Organizzano feste musicali e gestiscono il bar interno, fino a notte». Il problema è che il regolamento urbanistico impone alle attività di predisporre un parcheggio grande almeno quanto il locale interno. «E l’Arci non si è mai preoccupata del vincolo. Per questo – conclude Tolettini – gli abitanti della zona cercano da un anno di far intervenire il Comune. Invano».