Nel weekend incendiano la scuola: «Ci annoiavamo»

Per gioco, per rompere la noia di un fine settimana. Così hanno deciso di dar fuoco alla scuola dove studiano.
È successo in via Pertini a Bernareggio, (Monza) presso le scuole del locale Istituto comprensivo, dove hanno sede sia le elementari che le medie.
Da subito l’episodio - che comunque non ha interessato né la sala mensa (il rogo è stato appiccato nel magazzino adiacente) né le aule - è parso doloso, e grazie all’impianto di videosorveglianza a circuito chiuso i carabinieri hanno subito individuato e riconosciuto alcuni giovani del branco. I giovani, sette in totale, erano già noti in paese proprio per le loro scorribande. Una pattuglia dei carabinieri li ha rintracciati ancora nelle vicinanze della scuola. Una volta convocati in caserma con i genitori, i giovani vandali, di età tra i 12 e i 16 anni, hanno ammesso le loro responsabilità, spiegando appunto che la loro era stata una bravata per movimentare il weekend.
Del fatto è stata interessata la magistratura minorile milanese. Due ragazzi sono minori di 14 anni e quindi non sono imputabili.
Sul caso è intervenuto Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord. «Episodi come questo sono allarmanti. C’è bisogno di un dialogo continuo con i nostri ragazzi, ma allo stesso di insegnare loro il rispetto delle regole e l’etica del comportamento», ha detto l’onorevole. Secondo il parlamentare del Carroccio la reintroduzione del voto di condotta è un segnale che «la scuola vuol tornare a essere, insieme alla famiglia, la casa madre della formazione» e che serve una virata decisa sull’educazione civica. «Senza cadere nel buonismo: chi sbaglia paga, e ora le famiglie si facciano carico delle spese - ha concluso Grimoldi -. Per i ragazzi, invece, auspico una buona dose di volontariato sociale».