Nell’antichità era lo strumento per evitare di subire tradimenti

Evitare le corna è stata una delle prime preoccupazioni degli uomini fin dall’antichità. La prima cintura di castità la descrive addirittura Omero nell’Odissea: Efesto, dio del fuoco, vecchio e zoppo, dice la leggenda, viene tradito dalla sua sposa Afrodite. Per vendicarsi, forgia una sottile rete di ferro che le impedirà di tradirlo di nuovo. L’introduzione del classico lucchetto di ferro, però, si fa risalire in Europa agli albori del 1400. «La cintura di castità venne adottata in Italia, in Francia, in Germania, in Inghilterra, soprattutto da mariti-guerrieri, che si portavano perfino in battaglia la preziosissima chiave - racconta lo scrittore Bécat -. L’ultima a persistere nell’uso fu la Spagna, come testimonia in alcuni disegni Goya. Costruita in metallo flessibile, ricoperta di velluto e avorio, con lucchetto e sigilli di ceralacca, la cintura di castità era fatta quasi sempre su misura». Oggi se ne continuano ancora a fabbricare. E non solo a Roma. In Italia se ne trovano vari modelli in vendita su Internet. È offerta, ad esempio, «interamente in ferro brunito lavorato a mano, peso 530 grammi» sul sito www.imperialclub.net a 85 euro. Leggermente più cara la cintura di castità maschile, 100 euro, 1.200 grammi. E il mondo femminile come reagisce a queste trovate, che sembrano più retaggio del buio medioevo che fantasie del terzo millennio? Complessivamente bene. Su “grazia.blog.it” una lettrice, mafe, scrive: «Se è un gioco da cui posso uscire quando voglio, una cintura di castità, con tanto di chiave, mi divertirebbe moltissimo». Pollice verso in generale, invece, sulla cintura di castità maschile. Sul blog www.sanihelp.it regna l’incredulità: «Una bufala, dai, non ci credo» scrive moon. «In sauna, però, una volta ho visto un ragazzo con uno di questi aggeggi» replica bilbobagging. «Non vorrei mai provare» taglia corto inorridito starman.