Nell’articolo di Zanardi c’è tutto il meglio dell’Italia che ci crede

Caro direttore,
sono un lettore del Giornale da sempre, la stimo e ho letto quasi tutti i suoi articoli e i suoi libri. Ho 45 anni un’ottima famiglia, una carriera da imprenditore affermato e un incarico politico associativo nazionale. Ho avuto in più occasioni l’iniziativa di scriverle su molti argomenti di politica, di economia e di attualità, ma un po’ la «ruota delle priorità» un po’ il mio stile riservato mi hanno sempre fatto rinunciare. Oggi leggendo in ritardo l’articolo di Alex Zanardi pubblicato sul Giornale di ieri, immediatamente ho iniziato a battere sulla tastiera queste poche righe.
Ho conosciuto Alex partecipando a un importante convegno lo scorso anno a Milano e ho avuto modo di apprezzare una delle persone più capaci di ispirare e motivare del nostro Paese. Nel suo articolo ci sono tutte le credenze motivanti e potenzianti della vita di un essere umano; c’è lo spirito che ognuno di noi dovrebbe avere nella sua vita personale e professionale, ma c’è in particolare tutta la gratitudine che questo grande uomo è riuscito a trasformare in carburante per la sua vita che tutti noi pensiamo diversa e che lui invece ritiene normale e meravigliosa. Nelle sue parole si possono identificare grandi lezioni di vita e grandi motivazioni per crescere e per vincere tutti i giorni.
Se tutte le mattine alle 5.30 quando mi sveglio, decido se essere felice o felicissimo è anche grazie agli insegnamenti e alle motivazioni avuti da grandi persone come Alex Zanardi. Caro direttore la prego di ritagliare più spazio possibile sul suo e nostro Giornale per questi maestri che possono aiutare tutti coloro che si deprimono per futili motivi a capire che la vita è fatta di grandi valori e grandi principi.

Caro Romano, lo sa la cosa che mi piace più della sua lettera? È che lei mi confessa di essere stato tentato di scrivermi su mille questioni di politica o economia, e poi invece mi ha scritto dopo aver letto Zanardi. Ecco: vuol dire che ci uniscono le cose che contano davvero. E di qui bisogna partire per continuare a sperare in un Paese migliore. Io ci credo. Lei pure. E siamo in tanti.