Nell’auto è allarme rosso per il crollo degli ordini

STIME Atteso a febbraio oltre il 10% di contratti in meno. I concessionari: «La fine degli aiuti doveva essere graduale»

«L’andamento delle immatricolazioni di nuove automobili conta poco, per ora, perché si stanno consegnando le vetture ordinate nel periodo degli incentivi, quindi è chiaro che anche a febbraio il segno sarà positivo, come pure a marzo (dopo il +16,7% di dicembre e il +30,2% dello scorso gennaio). Poi l’effetto incentivi si esaurirà e allora vedremo la realtà del mercato».
Le preoccupazioni del settore, raccolte da Radiocor, ribadiscono il quadro nebuloso che le case automobilistiche si troveranno di fronte da qui alla fine dell’anno. «Allarmante - osservano gli addetti ai lavori - è il protrarsi della caduta degli ordini mese su mese e anno su anno», a seguito del mancato rinnovo degli incentivi. Per febbraio (i dati saranno comunicati lunedì prossimo) è atteso «sicuramente un calo dei contratti superiore al 10%» annuale accusato in gennaio. Le stesse fonti sottolineano la caduta degli ordini registrata all’inizio dell’anno (precipitati del 50% rispetto agli ultimi tre mesi del 2009, prima dello stop agli incentivi) in quanto «il paragone era con un gennaio 2009 già nel pieno della crisi sotto le 140mila unità».
Per il 2010, a questo punto, si stima un mercato dell’auto in Italia «di certo inferiore di 350mila unità» ai quasi 2,158 milioni del 2009 (come peraltro ipotizzato anche dall’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne). La cifra intorno a 1,8 milioni attesa per le immatricolazioni di quest’anno, aggiungono le fonti, comprenderà però anche «un effetto positivo, pari a 200-250mila vetture ordinate nel 2009 e consegnate a inizio 2010».
Per capire quando si verificherà una ripresa del settore, proseguono gli esperti, «è necessario aspettare la fine della crisi, il miglioramento dell’occupazione, della fiducia dei consumatori e, quindi, dei consumi». Sul fronte incentivi bisogna poi vedere dove li destinerà il governo: se una parte degli aiuti andrà effettivamente alla ricerca di auto ecologiche e con motori più puliti, «e allora gli effetti si vedranno non prima di tre anni», oppure se a veicoli con alimentazione a gpl, che oltre a Fiat sono prodotte anche da quasi tutte le altre case (a differenza di quelle alimentate a metano) e la cui offerta potrebbe quindi supportare la domanda.
In forte allarme sono anche i concessionari. Il presidente di Federaicpa, Filippo Pavan Bernacchi, in una lettera inviata al governo ha rimarcato che la chiusura del programma di incentivazione sarebbe dovuta essere graduale e non tout court. «A questo punto - si legge nel documento - senza un’uscita progressiva sarebbe stato meglio che i bonus non fossero mai stati varati». «Gli incentivi - precisa la nota - servono ad anticipare le decisioni di acquisto già prese dai clienti. Ma proprio in quanto “doping” avrebbero bisogno di una exit strategy progressiva». Pavan Bernacchi ha quindi sintetizzato: «Se questo è il film, avremo raccolto solo il peggio dagli incentivi».