Nell’era Marrazzo «più posti per tutti» e stipendi alle stelle

Omar Sherif H. Rida

La «stipendiopoli», concepita dal centrosinistra dopo aver vinto le elezioni nell’aprile 2005, ha il suo fulcro nella giunta Marrazzo. A fare la parte del leone, infatti, è il segretariato generale. L’organo che, da quanto si legge sul sito istituzionale della Regione «assicura il supporto tecnico all’attività di indirizzo politico e di controllo svolta dagli organi di governo», ha subìto innanzitutto un aumento numerico. Se era composta da appena 10 strutture al tempo dell’amministrazione Storace, con l’arrivo del centrosinistra ha avuto un deciso «potenziamento». Sono 16 adesso infatti i dipartimenti che la compongono. Decisione che, ovviamente, ha comportato un aumento dei costi, facendo lievitare a un milione e 703mila euro il conto totale per i contribuenti laziali.
Il capo della segreteria, Francesco Gesualdi - per cominciare dal più alto in grado - percepisce 230mila euro lordi (per la cronaca il 16 per cento in più del suo predecessore). Seguono a ruota il portavoce del presidente, Nicola Zamperini e Michele Misuraca addetto ai «Grandi eventi e iniziative speciali di comunicazione», entrambi con un «misero» stipendio di 150mila euro. Da notare che il ruolo di Misuraca è stato «cucito» su misura per lui, non esistendo in precedenza. Subito dietro si posizionano Fabio Filiberti, addetto ai «Piani e progetti speciali-comitato per la programmazione», con 120mila euro l’anno e Maurizio Venafro responsabile della «Comunicazione e relazioni esterne» (altra struttura «inventata» dal centrosinistra). Centodiciottomila euro il suo compenso annuale.
Alla faccia del contenimento dei costi tanto strombazzato in campagna elettorale e negli ultimi tempi, dunque. Si ferma a 110mila, invece, l’architetto Sofia Guerra - particolarità, unica dirigente della segreteria confermata della giunta Storace - della «Conferenza Stato-regioni, conferenze unificata, consiglio delle autonomie locali». Stessa cifra anche per l’avvocato Marco Provvidera, che si occupa di verificare l’«attuazione delle politiche regionali». E anche questa in questo caso si tratta di una struttura nuova di zecca. Sempre 110mila euro a testa prendono Adelfo Luciani («Servizio di valutazione e controllo strategico»), Francesco Ferrara («Rapporti con i cittadini e le formazioni sociali, con i collegi e gli ordini professionali») e Massimiliano Monnanni («Politiche in favore dei giovani»). Giorgio Falconi per i «Grandi eventi e pubbliche relazioni del presidente», percepisce 105mila euro annui. Più modesti, per modo di dire ovviamente, gli stipendi dei fanalini di coda di questa classifica dei superstipendi regionali. Si «accontentano» di 85mila euro Andrea Cocco, responsabile dei «Rapporti con i livelli istituzionali locali», e Silvio Marino per occuparsi delle «Strategie di informazione interne».
Da notare, in questo groviglio di cifre e retribuzioni varie, come il vero «pallino» della giunta di centrosinistra sia quello della comunicazione. Dai tre dirigenti dei tempi di Storace arriviamo, ora, a cinque. Ma, d’altronde, con un presidente di Regione che proviene direttamente dal piccolo schermo, la scelta non deve sorprendere.
Se aumentano le spese di consiglio e giunta, le cose non vanno meglio analizzando quelle proprie del presidente Marrazzo. Anzi. Anche qui troviamo cifre «pesanti». Pierluigi Mazzella, capo di gabinetto del governatore prende 230mila euro annui. Poco meno, 223mila, per il suo vice, Michele Svidercoschi mentre il capo ufficio stampa, Sandro Cristaldi percepisce 150mila euro. Da notare, infine, una stranezza. Se sono 16, come detto, le strutture che compongono il segretariato generale, sul sito della Regione ne compaiono due in meno. Rimangono fuori le «Strategie di informazione interne» e i «Rapporti con i livelli istituzionali locali». Sarà un caso ma si tratta dei due uffici che hanno la gestione più «allegra» delle proprie finanze. Ma questa, è già un’altra storia.
(2-continua)