Nell’ex Stalingrado Pasini fa tremare il «cubano»

L’ex Stalingrado d’Italia è un po’ meno rossa. Nonostante la conferma del «cubano» Giorgio Oldrini, la CdL riesce a strappare un ottimo risultato proprio nella roccaforte del centrosinistra. L’esponente diessino, rispetto alle scorse amministrative quando ha ottenuto quasi il 62% delle preferenze, ha portato a casa solo il 53% dei voti. Il candidato sindaco del centrodestra, il 76enne costruttore Giuseppe Pasini, è quindi riuscito, con il suo quasi 39%, ad aprire una breccia nella fortezza rossa. Risultato lodevole se si pensa che dal dopoguerra in poi Sesto è stata sempre guidata dal centrosinistra e il padre di Oldrini, Abramo, fu sindaco di Sesto dal 1946 al ‘62. Fino alle sette, quando erano state scrutinate una ventina di sezioni, i due candidati sono stati testa a testa. Solo dopo cinque ore dalla chiusura dei seggi Oldrini è riuscito faticosamente a superare la soglia del 50%. «È un buon risultato – ha commentato il candidato del centrodestra Giuseppe Pasini – e il primo cittadino dovrà tenere conto di dover governare una città divisa in due ma soprattutto di quei 10 punti percentuali persi negli ultimi cinque anni».
Altra sorpresa ad Abbiategrasso. Nel 2002 il sindaco uscente dell'Ulivo, Alberto Fossati, riuscì a battere il concorrente della Cdl con il 50,3% contro il 45,3 dei consensi: in tutto 800 voti di differenza. Gli elettori hanno deciso di voltar pagina, in maniera clamorosa. Torneranno a votare al ballottaggio, dopo il sorprendente exploit: al sindaco uscente è stata rinnovata la fiducia soltanto da parte del 28% dei residenti, mentre a Roberto Albetti, sostenuto da Forza Italia, An, Udc, Lega e Pensionati è andato il il 46% dei consensi: uno scarto di oltre 2mila voti. Dopo quindici anni di centrosinistra si apre la prospettiva di una svolta importante, con il centrodestra che tenta di scardinare un blocco di potere che sembrava radicato.