«Nell’Unione ha prevalso la furbizia»

Anche i supporter «illuminati» del centrosinistra sollevano dubbi e perplessità sulla candidatura di Bruno Ferrante. È il caso di Piero Bassetti, Alessandro Aleotti e gli altri sostenitori della newsletter «Milania». Che, nell’ultimo numero, valutano la candidatura dell’ex prefetto di Milano quale «testimonianza dell’impossibilità, da parte della sinistra milanese, di riuscire ad esprimere una identità». Come dire: «La scelta di Ferrante è una “rinuncia alla politica”, in nome del comprensibile imperativo del “primo non prenderle”». Denuncia, nero su bianco, di una «forzatura che, prima o poi, porta a galla le contraddizioni». Rischio della candidatura di un uomo di Stato che era divenuto il riferimento super partes della città e che oggi è invece il candidato di quel centrosinistra che sogna di dare l’assalto a Palazzo Marino, con tanta voglia di non fare prigionieri. Futuro di un’operazione politica che, denuncia Milania, «antepone la furbizia al rischio di implosione».