Nella calza anche visite ai musei, atelier e laboratori

In realtà, anche se quasi nessun bambino lo ammette, la Befana fa un po’ paura a tutti, e la notte del 5 gennaio, aspettando il mattino del 6, si trema all’idea che possa entrare in camera e fare uno dei suoi famigerati scherzi. L’arrivo della Befana segna anche la fine delle feste natalizie e, simbolicamente, dall’antichità, la sua figura rappresenta la chiusura dell’anno vecchio. I doni che per tradizione la beneamata Befana lascia nella calza, quindi, sono un segno scaramantico per l’anno che verrà. Meglio festeggiarla, insomma, abbondando con i mandarini che le si preparano da trovare in dono al suo passaggio, riempiendo fino quasi all’orlo il bicchiere di vino rosso, e, ancor prima della notte tra il 5 e 6 gennaio, partecipando alle numerose occasioni che Milano offre per incontrarla. Sono già in corso al Teatro Franco Parenti, via Pierlombardo 14 i laboratori per bambini dal titolo «La Befana fare e disfare»: dalle 16 in poi sono aperti «atelier di espressione creativa» per inventare una calza, disegnare, fare merenda, danzare e cantare. Il 6 gennaio festa di chiusura, con la Befana ovviamente (ore 16.30). Per i bambini più curiosi, insieme ai loro genitori, l’associazione Ad Artem festeggia l’Epifania con visite guidate alle mostre di Palazzo Reale e il Castello Sforzesco da oggi, 5 gennaio, fino all’8: da «Artemisia Gentileschi. Storia di una passione» e «Cézanne. Les Ateliers du Midi» (a Palazzo Reale, piazza del Duomo 12), fino al giro completo delle torri merlate del Castello Sforzesco, come dei suoi sotterranei (info, costi, orari e prenotazioni: 02-6597728, www.adartem.it). Il giorno dell’Epifania è ricordato anche al Museo Diocesano, corso di Porta Ticinese 95: il 6 gennaio nella Sala Arciconfraternita, dalle 15.15, avverrà l’evento didattico-culturale che racconterà ai bambini dai 4 ai 10 anni la storia della Natività, dell’adorazione dei Magi, la misteriosa presenza a Milano delle loro spoglie mortali e il furto perpetrato da Federico Barbarossa nel 1164, oltre all’origine del significato della figura della Befana. Un evento didattico appassionante, con un racconto animato, immagini proiettate e accompagnamento musicale. Sarà possibile visitare anche la basilica di Sant’Eustorgio, con la tomba dei Magi e il capitello che li raffigura.