Nella cassaforte di Fiorani un Canaletto da 10 milioni

Il pacchetto, pari al 25,8% del capitale, era stato congelato a luglio. Strada spianata per gli olandesi

Stefano Zurlo

da Milano

Fra una scalata e una conversazione con il governatore Antonio Fazio, Gianpiero Fiorani collezionava opere d’arte. O, se si preferisce un punto di vista più prosaico, investiva in quadri. È quanto emerge dalla visita pomeridiana della Guardia di finanza nella sede della Bpi a Lodi. I militari hanno aperto, non senza difficoltà, alcune cassette di sicurezza e in una di queste hanno trovato, nientemeno, un Canaletto. Valore: 10 milioni di euro.
A quanto pare i militari andavano a colpo sicuro. Forse l’interessato li aveva messi sulla giusta strada. Del resto nelle sue chilometriche deposizioni, il finanziere aveva detto di voler restituire i tesori sparpagliati nei paradisi fiscali e aveva messo a disposizione dei magistrati pure le ville, localizzate fra la Costa Azzurra e la Sardegna. Fiorani aveva risorse quasi illimitate: i finanzieri hanno avuto qualche problema nell’aprire le cassette perché tutte, anche quelle intestate a terze persone, erano in realtà riconducibili all’ex amministratore delegato della banca.
L’inventario dei beni andrà avanti per un pezzo, intanto ci si può accontentare di questo capolavoro di uno dei più grandi vedutisti veneziani, un maestro conteso da più importati musei di tutto il mondo. Il banchiere di Lodi si era inserito in questa competizione e si era accaparrato questo quadro, messo al sicuro nella «stiva» della banca più chiacchierata d’Italia.
Del resto, le cronache sudamericaneggianti degli ultimi giorni dedicano pagine intere, corredate di foto a colori, del catalogo di casa Billè: il potente ex presidente della Confcommercio, precipitosamente uscito di scena, aveva trasformato la sua casa romana dell’Ara Coeli, dietro il Campidoglio, in una reggia colma di tesori. Fra gli altri, dipinti del paesaggista Vittorio Amedeo Cignaroli, incisioni di Giovan Battista Piranesi, lampadari di Murano, fauni di bronzo danzante, e perla fra le perle, un mobile del Settecento stimato 250 milioni di lire. L’inventario della domus Billè si è allungato come una maratona, con centinaia di reperti da riordinare, prima del sequestro.
E Fiorani?. Cosa salterà fuori a Lodi?
Lui, intanto, è sempre a San Vittore in attesa del secondo appuntamento con i Pm, il terzo contando anche l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Clementina Forleo. L’incontro potrebbe avvenire oggi o forse domani, vigilia di Natale. Sabato, nella prima deposizione, Fiorani aveva toccato brevemente tutti i punti incandescenti dell’indagine, dai rapporti con il mondo della politica a quelli con il Governatore Antonio Fazio. Poi domenica, nel parlatorio di San Vittore, i Pm erano entrati nei dettagli chiedendogli spiegazioni più approfondite. Ora, dopo una pausa di qualche giorno, le confessioni ricominceranno. Fiorani, salvo sorprese, aspetterà Capodanno in cella.