Nella Cdl ormai è febbre da primarie

Sulle primarie della Cdl si accende la polemica tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Da un lato il presidente della federazione romana di An, Gianni Alemanno, a spingere ancora sul pedale dell’acceleratore: «Prima dell’estate è necessario che tutta la Cdl si ritrovi in una convention programmatica aperta, per cominciare a rilanciare il progetto politico del centrodestra». Un appuntamento «per tornare a fissare le priorità» e che rappresenti «la nostra risposta alla sfida lanciata con la discesa in campo di Walter Veltroni». E dall’altro il suo omologo azzurro, il coordinatore regionale di Fi Francesco Giro, a frenare bruscamente: «Con il passare dei giorni e delle ore quella di Gianni Alemanno sulle primarie non sembra più una proposta ma un ultimatum e questo non ci sembra il modo migliore di procedere e al contrario ingenera in noi qualche sospetto», dice Giro. «Chi le propone a ogni piè sospinto - prosegue il coordinatore azzurro - deve rendersi conto che non sono un fatto meramente organizzativo, ma politico. Per farle all’interno della CdL, bisogna prima incontrarsi, rivitalizzare le ragioni dello stare insieme. Come si fa a parlare di primarie se la CdL non si confronta, se non ha organizzato prima eventi politici comuni in città e provincia?».
Giro, a quando risale l’ultimo faccia a faccia con Alemanno, manifestazione del 2 dicembre scorso a parte?
«Ci siamo visti anche dopo il 2 dicembre. Però... diciamo che mi sento regolarmente con Francesco Aracri, coordinatore regionale di An. Un po’ meno con Alemanno, ma ci sarà occasione per discutere. Alle Comunali ci hanno rimproverato di essere stati l’anello debole della catena... Bene, mi sono dedicato al partito, ora siamo molto più forti. Quindi avanti tutta...per il Campidoglio».
Ma prima, Veltroni permettendo, sarà la volta della Provincia. A quando il candidato?
«Tra ottobre e novembre».
Quali sono gli errori che la coalizione non deve ripetere, dopo la sconfitta alle Comunali?
«Innanzitutto non aspettare, come un anno fa, l’ultimo mese per scegliere il candidato unico».
Lei condanna quindi la formula calcistica delle tre punte?
«Per la verità io sono stato fra i sostenitori delle tre punte, ma solo perché non eravamo riusciti a trovare un’intesa. Troppe pregiudiziali. Ora bisogna evitare quell’errore, mettere da parte gli egoismi, fare spazio se serve anche a candidati dei partiti minori dell’alleanza».
Veltroni è sempre più vicino alla guida del Pd. Per Alemanno il nome per la Provincia non deve essere frutto di una scelta verticistica...
«Noi dobbiamo tirare dritto. Cercare un candidato in grado di battere Gasbarra o chi per lui. Basta mettersi attorno a un tavolo. Il nome si trova».
Quali saranno gli appuntamenti congressuali da qui a dicembre nel Lazio?
«Il 20 luglio cominceranno i comuni della provincia di Latina e Viterbo. Per quanto riguarda i comuni dell’hinterland di Roma bisognerà aspettare settembre. A ottobre sarà la volta di quelli municipali. A dicembre infine si terrà il congresso della città di Roma, con i venti candidati usciti dalle Primarie».
Silvio Berlusconi è convinto che Fi diventerà il primo partito a Roma...
«Secondo i nostri sondaggi siamo ben oltre il 15 per cento. Per il futuro non ci poniamo limiti, il 20 per cento toccato alle Politiche 2006 è a portata di mano. Come hanno dimostrato le primarie, il partito si sta rafforzando».