Nella Cgil tante pentole da scoperchiare

Emblematica la vicenda della Stoppani

Egregio Signor Repetti, le rinnovo la mia soddisfazione per il suo articolo di denuncia di quella «certa» concertazione sindacale che è ormai divenuta esplicita connivenza: così come nel caso Stoppani, la Cgil già nella vertenza Longoni Sport del 2004 discriminò di fatto i lavoratori che avevano strappato la sua tessera.
I piccoli sindacati indipendenti rappresentano ormai l’unica ed eventuale tutela da uno strapotere aziendale dovuto anche a realtà come quelle sopra descritte.
Non fermiamoci qui... ci sono tante pentole da scoperchiare in Cgil! La cosa più incredibile è che poi essi ci provano, a negare le evidenze, anche dopo certe denunce assai circostanziate, tipo quella del signor Seminatore (dipendente della Stoppani, uscito dal sindacato, appena licenziato dall’azienda). Anche per noi era stato così, dopo che sulla stampa cittadina eravamo riusciti a far saltare il tappo! Cordialmente.

Gentile Signor Fabio, la vicenda-Stoppani è certamente emblematica - anche per questo abbiamo pubblicato nei giorni scorsi un articolo sull’argomento - di un certo modo di intendere la tutela sindacale. In sintesi: tutte le garanzie ai lavoratori che non discutono la linea del sindacato (anche quando questa linea sembra coincidere più con gli interessi dell’azienda che con quelli dei lavoratori, in una sorta di corporativismo che si pensava consegnato alla Storia), nessuna garanzia invece a chi «osa» dissentire dal diktat. I sindacati - diceva un grande uomo politico inglese - in una democrazia sono indispensabili. Purché si occupino dei lavoratori.
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