Nella gestione di Cotral c’è davvero bisogno di una svolta meritocratica

Cotral SpA non mette in collegamento tutti i comuni del Lazio. La realtà è proprio questa. Una rete di trasporto capillare mal organizzata, le cui linee programmatiche e gli standard minimi da garantire alla società non sono garantiti, soprattutto in termini qualitativi. Basta aprire i quotidiani alle pagine della cronaca: puntualmente si legge di disservizi segnalati dai cittadini che si lamentano per ritardi e disagi. Appoggio l’interrogazione a firma del consigliere regionale del Lazio Antonio Cicchetti. Da ex assessore ai trasporti della Regione e attuale vice-responsabile trasporti per il Pdl mi sento di dare voce, anch’io, a delle riflessioni su quanto non va rispetto a questo servizio pubblico: i piani di ristrutturazione di Cotral non possono essere il volano per le assunzioni dei figli dei dirigenti che, inoltre e come se non bastasse, sono stati poi inseriti strategicamente in posti chiave; le mogli dei dirigenti che vincono concorsi interni relativi all’area della Provincia di Roma non possono essere spostate in altre province; non dovrebbe rientrare nella riorganizzazione della rete di trasporto in oggetto mantenere l’inefficienza costosa della gestione della manutenzione. Chiediamo tutti all’assessore alla Mobilità Franco Dalia di sapere se quanto ho appena scritto corrisponda alla realtà e, se è così, che spieghi alla comunità, agli utenti del servizio pubblico, queste scelte «di classe». Insomma la «rivoluzione meritocratica» non può essere solo uno slogan svuotato di ogni significato, o una buona intenzione che viene strombazzata ma che resta inattuata. Al bando tutti i concorsi pubblici che non convincono, fino a prova contraria.
(*) Vice responsabile Trasporti per il Pdl