È nella lista nera del fisco italiano

Circa 300 imprese italiane sono presenti stabilmente a Hong Kong, circa 7.000 partecipano ogni anno alle manifestazioni fieristiche, circa 10.000 hanno costanti rapporti d’affari. Una maggiore presenza italiana è scoraggiata dall’inclusione di Hong Kong nella lista nera del ministero dell’Economia italiano, che la considera paradiso fiscale per l’esigua tassazione: l’equivalente dell’Irpeg è di poco superiore al 17% e le imposte indirette sono pochissime (non c’è Iva). In sostanza, per Roma, Hong Kong è come le isole Cayman, sebbene le ragioni per la bassa tassazione a Hong Kong siano diverse: oculata gestione della finanza pubblica, popolazione densa ma numericamente ridotta, ruolo puramente regolatore dello Stato. Ci sono riscontri: il ministero delle Finanze di Hong Kong restituirà ai contribuenti l’equivalente di due miliardi di euro per il 2007, grazie a un consistente surplus di bilancio.