«Nella musica di Mozart si riflette Dio»

Pietro Acquafredda

da Roma

«Ringrazio sentitamente per questo programma di musiche di Mozart, grande compositore che ha lasciato un segno indelebile nella storia. Le composizioni eseguite magnificamente sono brani assai noti ed alcuni di forte impatto religioso. La musica, elevando l'anima alla contemplazione ci invita a cogliere le sfumature più intime del genio umano, in cui si riflette la bellezza senza confronti del Creatore dell’universo», così il Papa Benedetto XVI al suo primo concerto che ha seguito attentamente, anche leggendo le note del programma di sala, ed applaudendo alla fine di ogni brano.
Non accadeva da oltre vent'anni che un pontefice, lasciato il Vaticano, raggiungesse un auditorium per assistere ad un concerto vero e proprio. Fino ad una ventina d'anni fa, invece, era ordinaria consuetudine: ogni anno la Rai, con la sua Orchestra Sinfonica di Roma, offriva un concerto al Papa nell'Auditorium di via della Conciliazione, chiamando a dirigerlo le più grandi bacchette - alla fine degli anni Sessanta ci fu anche Karajan.
A partire da Paolo VI, sempre più spesso, fu la musica ad andare dal Papa, trasferendo i concerti, nella grande sala Nervi, all'interno della Città del Vaticano; ora, invece, Benedetto XVI, in omaggio alla città eterna che ospita la cattedra di Pietro, ma anche per soddisfare la sua ben nota passione musicale, e in coincidenza delle celebrazioni mozartiane e del suo primo anno di pontificato riprende la bella abitudine di un tempo e chissà che non voglia mantenerla anche negli anni a venire.
E così ieri pomeriggio, festa del natale di Roma, il Papa è arrivato nel nuovo Auditorium; ad attenderlo il Presidente della repubblica e signora; s'è accomodato e, dopo aver ascoltato il saluto del Sindaco Veltroni, s'è goduto il bel concerto mozartiano, affidato all' Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, direttore Vladimir Jurowski (famiglia di musicisti, ma lui sembra il meglio riuscito!), solista il soprano americano Laura Aikin, in sostituzione dell'indisposta Edita Gruberova, voce di sovrumana bellezza che certamente anche il papa tedesco conosce.
Alla definizione del programma, interamente mozartiano, ha pensato l'Accademia; e il Vaticano ha dato il suo benestare. Il Pontefice ha potuto ascoltare due brani sacri, fra i più belli in assoluto (il Kyrie in re minore K 341; e il toccante Ave Verum K 618 , una delle ultime opere sacre di Mozart), oltre a due arie molto conosciute e fra le più intense ma anche vocalmente «perigliose» di Mozart interpretate con sicurezza e partecipazione dalla Aikin: Vorrei spiegarvi, oh Dio (aria sostitutiva, scritta per un'opera di Pasquale Anfossi, ma così bella che Luchino Visconti la utilizzò per il suo film Gruppo di famiglia in un interno), la superlativa aria di Konstanze, Martern aller Arten, e la scintillante Ouverture dalle sonorità orientali del Ratto dal serraglio, e la «leggerisima» ouverture delle Nozze di Figaro. Per finire, il coro ultimo de Il flauto magico che inneggia alla Sapienza che l'ha avuta vinta sull'ignoranza e alla Luce che ha dissolto le tenebre. Solista, orchestra e coro applauditi a lungo dal pubblico, non numerosissimo.