Nella reggia Ford tra i marchi di lusso

Prodotte 100mila auto, il grande salto negli Stati Uniti

Il vero fenomeno si chiama «station wagon», interpretato dalla veterana 245 e dalle gigantesche 740 e 760. Il decennio successivo è invece all’insegna del «tutto avanti»: sfondano le nuove 850 a trazione anteriore e dalla fabbrica olandese escono finalmente le medie S e V40 che hanno il vero «sapore» Volvo, vetture che raggiungono presto le centomila unità l'anno prodotte. Dopo il fallimento del «quasi matrimonio» con Renault nel 1993, Volvo ha poi iniziato un nuovo periodo di progettazione autonoma di nuovi propulsori, di nuovi pianali e di modelli a trazione integrale. Il nazionalismo svedese, che aveva fatto naufragare l’alleanza con Renault, deve arrendersi nel gennaio del 1999, quando Volvo Car Corporation viene ceduta a Ford, che inserisce il marchio scandinavo nell’elitario Premier automotive group, dove il gruppo di Dearborn custodisce i suoi brand di lusso. Enormi sono stati i benefici che la casa di Göteborg ha tratto da questo evento, lo dimostrano le auto che circondano oggi la torta con le 80 candeline: dalle S40 e V50 al gigante Xc90, dalle S60 e S80 alla dinamica C70 Coupé Cabrio, dalle V70 e Xc70 appena rinnovate all’intrigante C30 a tre porte, fino alla Xc60, per ora presente come concept ma già capace di far sognare.
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