Nella replica di Madrid Inter senza bomber Il Bayern l’ha trovato

All’Inter ne mancheranno tre (magari 4 se Pandev non sarà titolare), più uno in panchina. E già sono da immaginare i fazzoletti bagnati dei cultori del Mou uber alles. Al Bayern non va meglio: cinque fuori (ma Altintop era una scelta tattica) e sempre lo stesso grugno duro in panchina. Sintesi efficace di Moratti: «Speriamo bene».
Rieccoci a Inter-Bayern, 277 giorni dopo, stavolta doppio giro e con una selva oscura da oltrepassare. Non sono più quelle dell’anno scorso. Magari meglio? Difficile. Magari peggio? Più facile. Entrambe partite con il freno tirato ed ora più sciolte nel motore. Entrambe con qualche grattacapo per riprendersi lo scudetto. Più facile per l’Inter(-5 punti), più faticoso, quasi improbo, per il Bayern( -13) nonostante un gran cannoneggiare dei suoi attaccanti: 17 gol nelle ultime 5 partite. Diciamolo con i voti, se a maggio erano entrambe da nove e l’Inter si è guadagnata il 10 con lode, oggi stanno appisolate entrambe sul 7.
Dice la storia della stagione che l’Inter si è persa un cannoniere, anzi il Cannoniere: Diego Milito, due gol nella finale e l’eterna memoria per la gente nerazzurra, si è perso nei tormenti dei suoi muscoli. Domani sarà in tribuna. Invece il Bayern, che se l’è vista brutta con i vecchi infortuni di Klose e Olic, ha pescato in Mario Gomez il goleador delle meraviglie: 18 reti in 21 partite di campionato, 27 in tutta la stagione. C’è da star tranquilli, soprattutto ora che il bomber ha annunciato di la sua presenza, dopo il dubbio per un infortunio alla caviglia.
Si dirà: l’Inter può ribaltare il pollice verso in attacco affidandosi a Eto’o, che l’anno passato faceva soprattutto il terzino. E il Bayern sembra meno forte tra centrocampo e attacco dopo le partenze di Van Bommel (ora c’è Pranijc che a maggio stava in panchina)e Demichelis, il cambio della guardia difensivo fra Van Buyten e Timoshschuk e la situazione incerta di Luiz Gustavo: quale è il suo vero ruolo, si domandano in Germania.
Allora nel gioco delle freccette up and down Inter-Bayern potrebbe essere diventato così: giù Sneijder, i tedeschi rischieranno di non riconoscerlo. In alto l’attacco panzer che, rispetto a maggio, riavrà Ribery: i giornali tedeschi raccontano che Robben e Robbery (nickname del francese) sono coppia micidiale. Non è capitato spesso per i muscoli deboli dell’olandese, ma «l’attenti a quei due» ha portato una sconfitta a fronte di sei successi: da quando è tornato, Robben ha fatto ripartire il Bayern. In alto, per l’Inter, la forma di Eto’o e la voglia di un centrocampo che non molla mai. Giù, la sostanza della difesa che ha cambiato la coppia centrale per i casi del pallone: rotto Samuel, malconcio Lucio. Ranocchia sarà debuttante assoluto. Il Bayern ha trovato un nuovo portiere Thomas Kraft, 22enne che si è creato la fama grazie alle parate contro la Roma: fu una sconfitta, ma per lui una vittoria. L’Inter ha ritrovato Julio Cesar, anche nel modo di parare.
I due campionati, serie A e Bundesliga, dicono che Inter e Bayern fanno molta più paura quando attaccano e mettono i brividi quando difendono. Non è detto sia una buona notizia, nonostante le prediche di Leonardo. Ecco, il gioco delle panchine è tutto un quiz: Luis Van Gaal è il solito tosto, testardo e presuntuoso. Leonardo l’allievo migliore di Mourinho. Ma forse, per una volta, gli interisti avranno ragione a rimpiangere il maestro. L’allievo è ben fornito di stellone, tatticamente non fa rimpiangere l’altro che non era gran cosa, ma nel prendere la scena, difendere ed esaltare la squadra sul campo Mourinho è stato maestro.
Il resto è, e sarà, Inter. Forse stanca, più del Bayern. Anche se Moratti ha consigliato di andarci cauti. «La squadra va molto bene. Ogni tanto si può essere stanchi, ma contro il Cagliari non era facile: siamo stati prudenti, per una forma di buon senso».
Poi bisognerà capire se gli aiutini italiani non abbiano falsato una prospettiva, che poi è quella del nostro campionato. In Italia tutti leoni, in Europa tante pecore. In Italia par condicio sulle sviste. Così evidente che lo ha ammesso perfino Moratti. «Involontariamente pare ci sia stata, ma non credo alla sudditanza psicologica degli arbitri». In Champions ci sarà Viktor Kassai, ungherese che arbitrò Totthenam-Inter (bene) e Germania-Spagna al mondiale: sbagliò molto.