Nella sfida della domenica calcistica il nuovo show di Canale 5 e «Quelli che» su Raidue raggiungono lo stesso risultato di share: il 27 per cento Bonolis: cambieremo, tutti i filmati subito Il conduttore risponde alle critiche piombate su «Serie A»:

Simona Ventura: «Abbiamo dimostrato che creatività e idee portano i risultati»

Laura Rio

È Bonolis stesso a dirlo. «Va trovato il ritmo». «Cambieremo l’impaginazione e metteremo tutti i filmati nella prima ora». «Era la prima puntata, dateci tempo». Dunque, il mattatore della nuova Serie A di Canale 5 non si nasconde dietro a un dito, sa che la prima puntata della tanto attesa nuova trasmissione erede di 90° minuto ha avuto parecchie pecche. La somma delle critiche: troppo lunga e noiosa. Del resto i risultati Auditel stanno a dimostrarlo: Serie A ha avuto una media di share del 27,15 per cento con 3.248.000 spettatori. Per Mediaset l’obiettivo ufficiale era del 24 per cento, quindi più che raggiunto. Ma, per un debutto così importante (Bonolis era atteso al varco dopo i fasti dei pacchi) ci si attendeva di più. In effetti lo show è iniziato molto bene: nei primi minuti ha raggiunto anche il 36 per cento e poi è andato calando arrivando verso la fine al 22-24 per cento. Il che significa che il pubblico via via si è stancato delle chiacchiere. Nonostante Mediaset avesse i diritti sul calcio, alla fine dei conti la Rai in termini di share si è aggiudicata l’intera giornata, la prima e la seconda serata.
E, anche se gli ascolti dei due programmi non si possono mettere a confronto perchè vanno in onda a orari diversi, il paragone con Quelli che è inevitabile. La squadra di Simona Ventura, nonostante il senso di estraniamento che dava uno show che parla di calcio senza calcio, ha ottenuto in sostanza lo stesso share di Serie A: il 26,92 per cento con 3.169.000 spettatori. C’è da dire che contro Quelli che non c’era ancora Buona domenica di Canale 5 e quindi i veri confronti si potranno fare solo tra due domeniche, ma fino alle 15 c’è stata la fortissima concorrenza del motomondiale che su Italia 1 ha avuto l’ascolto record di 6.082.000 spettatori con uno share del 39,2 per cento. Al settimo cielo la Ventura che ieri ha commentato: «Abbiamo dimostrato che se si è creativi, se non si ha paura di mettere in campo le idee, il ritmo e i risultati vengono».
Bonolis e i vertici Mediaset sono comunque soddisfatti. Hanno messo in piedi una trasmissione in 20 giorni e c’è tutto il tempo per migliorare. Domenica a fine show il presentatore e Pier Silvio Berlusconi si sono chiusi in un camerino per un’ora a discutere. Poi ieri Bonolis ha spiegato: «È inevitabile che alcune cose vadano messe a punto, ma sarebbe assurdo il contrario. C’è stato il varo di una nave, ora dobbiamo navigare. Siamo entrati in quello studio per la prima volta domenica. D’altra parte 90° minuto ha trovato il ritmo con 34 anni di storia, io chiedo due puntate di tempo». E sugli ascolti: «Noi siamo veramente molto soddisfatti perché con sei interruzioni e le telepromozioni il 27 per cento vale ampiamente un 33». E ha concluso: «La prossima volta le lungaggini non ci saranno più». Sulle scenografie (con quegli spalti vuoti così tristi) ha detto: «Li riempiremo. Promesso».
Per il resto la prima domenica di rientro ha riportato il pubblico in Tv, ma solo per il calcio e il motomondiale. Al di là dei due programmi più attesi, Quelli che e Serie A, il vero exploit lo ha fatto Sky calcio, che dalle 15 alle 17 ha raggiunto il 13 per cento di share, battendo i propri risultati dello scorso anno. Il che significa che un numero sempre maggiore di persone si sta orientando verso la Tv a pagamento. Difficile calcolare i risultati del digitale terrestre, per cui non esiste ancora un sistema di rilevamento: l’unico dato è l’immissione sul mercato delle schede di Mediaset Premium: un milione. Per i programmi serali Controcampo di Italia 1 ha battuto la Domenica Sportiva di Raidue. Mentre al pomeriggio Formula 1 su Raidue ha vinto su Domenica Stadio di Italia 1.
Dalla Rai i commenti sono tutti soddisfatti. Da notare la presa di posizione di Curzi che, dopo aver predetto la peggiore catastrofe per una Rai rimasta senza Bonolis e senza diritti del calcio, si è detto orgoglioso dei risultati ottenuti dall’azienda di Stato che «nonostante tutto (e cioè la “politica subalterna agli interessi dell’azienda di Berlusconi”) può fare ancora la sua partita e vincere».