Nella terra dei moderati il boom dei tagliandi: «Un modello per Genova»

Il più fedele al centrodestra e quello per il quale i lettori del Giornale si sono maggiormente spesi nel gioco «Scegli il tuo presidente per i Municipi di Genova». Sono quasi diciasettemila i tagliandi arrivati in redazione per «eleggere» il presidente preferito per il 2012 che hanno avuto come vincitore l’attuale minisindaco delle delegazioni di Foce, Albaro e San Martino: Fabio Orengo del Pdl. Ha avuto vita dura nei mesi di concorso perché a tenergli testa ci hanno provato quelli Renzo Di Prima, Tiziana Notarnicola, Stefano Costa e Daniele Mongiardini. Quattro su cinque fanno parte dell’attuale parlamentino, Tiziana Notarnicola (nella vita maestra elementare) non ancora ma la passione con la quale si sta dedicando al territorio sembra portarla sul trampolino di lancio: «Mi sto impegnando perché mi rendo conto che i cittadini hanno bisogno di ascolto, di un mediatore che faccia da tramite tra le loro richieste e il presidente di Municipio». Dalla volontaria ai «professionisti» della ex circoscrizione con Renzo Di Prima, assessore ai lavori pubblici ed esponente leghista che parla già chiaro: «La Lega Nord vuole la presidenze del Municipio Medio Levante per il prossimo anno. È una rivendicazione che facciamo perché vogliamo pesare sul territorio». Poi Stefano Costa eletto con Forza Italia e oggi nel gruppo L’Altra Genova che rivendica maggiore autonomia per i parlamentini locali: «Il processo di decentramento si è fermato, noi dovremmo davvero essere il trade d’union tra il Comune e i cittadini con una nostra autonomia e credibilità». Giovane e già d’esperienza è Daniele Mongiardini che dopo alcune esperienze professionali e universitarie all’estero cerca di portare modelli innovativi da applicare su Genova: «Sono deluso dalla mia Regione, dal tessuto politico e dalla mancanza di sensibilità per il futuro dei giovani, la ricerca, l’imprenditoria ma voglio lavorare per contribuire ad un rilancio». Infine c’è il vincitore, Fabio Orengo, soddisfatto del lavoro che la sua squadra porta avanti: «Una filosofia ereditata da Pasquale Ottonello dal quale abbiamo imparato molto: remiamo tutti dalla stessa parte, ecco perché il nostro modello funziona».
Guardando al territorio del Medio Levante sembra difficile trovare quello che non va se paragonato al resto della città, eppure le criticità ci sono: «Quando parliamo di sicurezza dobbiamo farlo sotto due aspetti: manutenzioni adeguate per gli anziani e presidio del territorio - spiega Stefano Costa -. Ma sono due aspetti che non devono essere scissi». Microcriminalità in aumento è segnalata Tiziana Notarnicola che nei mesi scorsi si è anche spesa in una raccolta firme per chiedere più pattugliamento: «Soprattutto tra i commercianti il senso di insicurezza cresce e furti, rapine ed episodi vandalici si registrano anche dove fino a poco tempo fa si stava tranquillissimi». Sulla manutenzione del verde si concentra l’analisi di Renzo Di Prima: «Abbiamo tante aiuole e parchi, c’è necessità di curare tutto nei dettagli perché dalle altre parti di Genova si spostano per passare qui il loro tempo libero. I maggiori contribuenti genovesi vivono da queste parti ed è legittimo che chiedano una certa tutela. Quando poi arriveremo ad aprire l’Abbazia di San Giuliano potremo dotarci di un centro anziani municipale che ancora manca». Fabio Orengo punta su piazzale Kennedy sottoutilizzato e lamenta un servizio Amt che sta penalizzando oltremodo la zona della Foce. Tanti spunti e un impegno comune, che il modello centrodestra del Medio Levante possa essere d’esempio per la classe dirigente dei partiti.