Nelle Borse ondata di euforia L’Europa incassa 480 miliardi

Buone notizie anche dall’Euribor: i tassi cominciano a scendere

da Milano

Adesso le Borse ci credono. La crisi non sembra più quel muro impenetrabile contro cui l’intera economia mondiale rischiava di sfracellarsi. È il giorno della speranza dopo tanti, troppi giorni neri. Dopo il panico, dopo i piani di salvataggio bocciati senza riserve, lo sforzo straordinario promesso dal G7 durante lo scorso week-end e la compattezza e la rapidità d’intervento mostrata dai governi europei hanno garantito un lunedì da leoni in tutti i mercati.
Se i rialzi degli indici, talvolta a doppia cifra, sono stati esagerati non solo per dimensione ma anche per le aspettative incorporate, lo si saprà solo tra qualche tempo. Eppure, anche se una sola giornata di euforia collettiva non poteva certo compensare le pesantissime perdite accumulate in precedenza, l’entità del rimbalzo è stata impressionante: i listini del Vecchio continente, che avevano lasciato la scorsa settimana sul terreno circa 900 miliardi di capitalizzazione, ieri ne hanno recuperati oltre 480, 80 in più rispetto ai 400 andati in fumo venerdì. Cifre che danno l’idea del fiume di acquisti che si è riversato sul mercato fin dalle prime battute di scambi, quando il segnale della riscossa era già arrivato, per il gioco dei fusi orari, dall’Asia (Hong Kong +10,2%, Sydney +5,55%, mentre Tokyo era chiusa per festività).
Ordini piovuti su tutti i comparti, e in particolare su finanziari, utility e minerari. A Milano il Mibtel ha chiuso con un balzo del 10,93% a 17.125 punti, il maggior guadagno dal 1994. Ancor meglio la performance dell’indice S&P/Mib (+11,49% a 22.642 punti), che ha messo a segno il maggior rialzo di sempre. In forte recupero anche tutti gli altri indici europei: da Parigi (+11,18%) a Francoforte (+11,4%), da Madrid (+10,65%) a Zurigo (+11,39) fino a Londra (+8,26%). E questa volta, anche Wall Street è stata protagonista di una seduta da superstar: il Dow Jones è tornato abbondantemente sopra la soglia psicologica dei 9mila punti grazie a un guadagno di 940 punti, pari a un più 11,1%, il maggior rialzo di sempre, mentre il Nasdaq è balzato dell’11,8%. Nessun cedimento, men che meno qualcosa che assomigliasse all’andamento schizofrenico della scorsa settimana. Piuttosto, qualche balzo spettacolare. Come quelli di Gm (+33%) e Ford (+25,13%) sulle voci di fusione; o il rialzo superiore al 50% di Morgan Stanley grazie all’accordo con Mitsubishi, che entrerà nel capitale della banca con un investimento di 9 miliardi. Morgan ha così evitato l’umiliazione di un ingresso nel capitale da parte del Tesoro Usa. La merchant bank ha comunque partecipato, assieme a Bank of America, JP Morgan e Citigroup, all’incontro organizzato ieri sera dal segretario al Tesoro, Henry Paulson, per mettere a punto i dettagli del piano di aiuti. Mentre il presidente Bush parlerà oggi, alle 14.05 italiane, dopo un incontro previsto con il gruppo di lavoro sui mercati.
«La speranza - spiegava ieri un operatore - è che questa giornata rappresenti uno spartiacque, con vaste misure di rassicurazioni governative che stanno facendo ritornare la fiducia nel settore bancario». Gli investitori credono infatti che le misure messe in campo dal G7 e la cornice di interventi predisposta dall’Eurogruppo, poi sfruttata dai singoli governi con provvedimenti ad hoc, possano finalmente dar respiro agli istituti di credito e ricostituire la fiducia nel sistema creditizio.
Un segnale in questa direzione è giunto proprio ieri con l’attenuarsi delle tensioni sul mercato interbancario. Grazie anche alla decisione della Bce guidata da Jean-Claude Trichet di garantire liquidità illimitata e continuativa, l'Euribor sui prestiti a tre mesi è calato al 5,318% dal 5,381 di venerdì. «Ci aspettiamo che le banche abbassino i loro tassi - ha detto il governatore di Bankitalia, Mario Draghi -. L'Euribor è sopra il 5%, auspichiamo che scenda sotto il 5%». È quanto sperano anche le famiglie con mutuo.