Nelle discoteche spagnole se vinci la riffa ti rifai il seno

MadridÈ l'ultimo sintomo della febbre di Senza tette non c'è paradiso ed è appena sbarcato in Europa: sono i sorteggi di plastiche al seno in discoteca. Anche in Spagna infatti è comparsa la prima sala da ballo che, per ingrossare il numero dei suoi clienti, non ha esitato a mettere in palio un bonus per rifarsi i seni in una clinica di prestigio, rinunciando all'obsoleta idea di puntare su un dj famoso, magari venuto da Chicago o Berlino, per vedere la fila fuori dal locale. Proprio come nel romanzo del colombiano Gustavo Bolívar, Sin tetas non hay paraíso, (uscito in Italia da Rizzoli) le ragazze che andranno in discoteca sono attirate dall'idea di vincere la desiderata operazione al seno, la sola capace di cambiare il loro destino. E poco importa che i medici avvertano del pericolo di mischiare divertimento e medicina o che la fortunata abbia sì e no diciotto anni.
Il fenomeno delle discoteche al silicone è scoppiato poco tempo fa in America latina e spopola soprattutto in Argentina, dove le feste Quiero mis lolas (letteralmente: «Voglio le mie tette») sono ormai comuni sia in provincia che a Buenos Aires. Il fenomeno è sbarcato anche sulle rive del Mediterraneo, a Valencia, famosa meta discotecara, dove la sala Pachá ha deciso di imitare i colleghi argentini. Così era nata la serata Pretty Woman, che offriva nientemeno che un bonus di 4.500 euro alla ragazza vincitrice dell'estrazione: «Compra il tuo biglietto ed entra a far parte del sorteggio di una plastica al seno».
Proprio la cristallinità del messaggio ha però creato una polemica che ha mobilitato prima il comune (Pp), poi la regione (Pp) per arrivare fino al ministro della salute (Psoe), tutti pronti a sanzionare il locale se non avesse ritirato la controversa offerta. Il proprietario ha prima rimodellato il cartellone pubblicitario - citando un più criptico «bonus per estetica» - e ha temporeggiato, fino a ieri, quando ha deciso di annullare la serata, prevista per il 5 dicembre.
In un paese dove l'adattamento tv di Senza tette non c'è paradiso è divenuta un fenomeno popolare, c'è però da stare sicuri che una proposta simile riemergerà. Dopo il successo in Colombia della prima serie, uscita nel 2006, Telecinco ha lanciato quest'anno l'adattamento spagnolo, subito diventato il più popolare della tv, con 4 milioni di spettatori per puntata e uno share del 20%. Rispetto alla serie colombiana quella spagnola è un po' più light. La protagonista - che nell'originale sceglie di aumentarsi i seni per ingraziarsi un malvivente locale e accedere al potere e ai soldi - nella fiction spagnola fa tutto per amore e in una realtà più borghese di quella di quartiere periferico colombiano.
La sostanza però non cambia, e la protagonista sembra essere sempre la desiderata plastica. Un canone di valori che non è sfuggito ai gestori dei locali, pronti a lanciare sorteggi che attraggono fiumi di ragazze - a loro volta esche per l'altro sesso - che finiscono per riempire le discoteche. Mentre si aspetta l'adattamento italiano, resta ora da vedere se anche da noi le discoteche creeranno serate Voglio le mie tette per sfuggire alla crisi. E rivedere i locali pieni.