Nelle fogne di Firenze più cocaina che a Londra

 

da Firenze

Amano la cocaina più dei londinesi. I fiorentini sono consumatori accaniti della polvere bianca, ancora più assidui degli abitanti della capitale britannica che, dagli esperti, sono già considerati dei preoccupanti fruitori di droga. A smascherare le abitudini dei fiorentini è la loro urina, passata al setaccio dagli scienziati.
Gli studiosi di tossicologia forense dell’università di Firenze hanno effettuato una ricerca sugli impianti di collezione della rete fognaria, cioè quei luoghi delle fogne dove sono raccolte le escrezioni urinarie prima di essere sottoposte a trattamenti chimici. Per sei mesi, da luglio 2006 fino a Capodanno, sono stati prelevati campioni di acqua provenienti di impianti fognari, che poi sono stati sottoposti ad analisi accurate. Gli esami hanno rilevato una presenza di cocaina pari a un consumo di più di 12 chili contro 1149 grammi di eroina, in un rapporto tra le due sostanze di dieci a uno. In pratica, i fiorentini in sei mesi avrebbero sniffano 482.240 dosi di cocaina con picchi di utilizzo a dicembre (quasi 2,9 chili di polvere bianca) e ad agosto (2,5 chili). Il boom di uso di eroina è stato registrato invece a dicembre: in prossimità delle festività natalizie sono stati iniettati 409,96 grammi di droga. «Questo sistema - spiega Elisabetta Bertol che ha eseguito le analisi con l’équipe universitaria di Francesco Mari - rappresenta il miglior indicatore epidemiologico tra tutti quelli disponibili: rispecchia in maniera fedele la realtà». Un’indagine simile è stata effettuata anche negli impianti fognari di Londra: e le acque del Tamigi hanno rivelato che i londinesi usano 730 kg di cocaina ogni anno, dato giudicato dalle autorità inglesi «preoccupante e allarmante». Dal confronto tra i dati di Firenze e Londra, proporzionati alla popolazione e all’afflusso turistico, i toscani risultano ancora più viziosi: il consumo di coca tra fiorentini e londinesi è in una proporzione di 5 a 4. «La preoccupazione sociale sulle rive dell’Arno - conclude Bertol - è superiore rispetto a quella lamentata a Londra».