«Nelle lettere i segreti dell’anima»

«Fammi vedere come scrivi e ti dirò chi sei» questa frase sembra una minaccia, nemmeno molto garbata, ma dietro a queste parole si nasconde un'affascinante materia: la grafologia. «Questa disciplina esamina l'aspetto generale della scrittura, il suo modo di muoversi nello spazio bianco del foglio, costruendo forme più o meno leggibili e scendendo poi nei particolari che segnano la singolarità d'ogni scrittura - racconta Anna Dondero, grafologa, responsabile del Centro Studi Grafologici in Genova. - Attraverso un esame rigoroso e secondo una metodologia ben codificata e sperimentata, si può comporre un ritratto veritiero dello scrivente, comprendendone il temperamento, le attitudini, i punti di forza e le linee di fragilità».
Quali sono le applicazioni della grafologia?
«L'applicazione è soprattutto in ambito peritale: verificare l'autenticità di un testamento, scoprire chi ha scritto lettere anonime, fare confronti di scritture e di firme contestate, in pratica capire i tentativi d'imitazione, poiché nei falsi rimangono alcuni movimenti automatizzati, individualizzati e incontrollabili; questi sono lavori esclusivamente tecnici e non di tipo psicologico. Un'altra applicazione dell'interpretazione di una grafia, è nella gestione delle Risorse Umane. L'analisi grafologica in vista dell'assunzione o della posizione di un soggetto in un ruolo diverso, permette all'azienda di utilizzare al meglio la risorsa umana e all'interessato di realizzarsi in una mansione che più gli si addice. Nelle imprese francesi, insieme con altre tecniche d'analisi, la grafologia è particolarmente usata: è utile - sottolinea Dondero - “funziona” bene, è vantaggiosa perché poco costosa e non invasiva. Ovviamente il grafologo non è in grado di pronunciarsi sulle competenze acquisite del candidato, che dovranno essere valutate attraverso altri strumenti, ma sulle attitudini e sulle abilità può consigliare e indirizzare. In questo settore a Genova siamo solo agli inizi, a differenza d'altre città italiane».
Ci sono corsi e studi su questa materia?
«Sì, ci sono in varie città italiane, a Milano e Roma. A Genova c'è il Centro Studi Grafologici e si occupa di formare gli specialisti in materia».
Perché gli inglesi e i tedeschi hanno la stessa grafia, lo stesso stile?
«Così sembra al profano, in realtà esiste sempre un modello di riferimento, più o meno rispettato o disatteso e il grafologo, può apprezzare lo scarto rispetto alla norma».
Perché i medici scrivono così male le diagnosi e le ricette?
«I medici oggi scrivono al computer le loro ricette! Certo, in passato la buona cultura e la buona consuetudine allo scrivere facilitavano la rapidità e personalizzazione della scrittura, rendendo le grafie dei medici poco chiare, ma spesso molto belle dal punto di vista grafologico».
Si possono decifrare disturbi della personalità?
«Il grafologo può lavorare con un'équipe medica - psicologica e dare il suo contributo, senza fare diagnosi che non gli competono».
Perché oggi si scrive così male?
«Il grafologo non ha lo stesso concetto dello scrivere “male” che può avere un non grafologo: molte scritture poco chiare sono, ad esempio, personali, vitali, intense. Questo ovviamente vale per la grafia dell'adulto: il bambino dovrebbe invece imparare a scrivere “bene”, calligraficamente - conclude Dondero - per poi potersi allontanare da un modello, comunque ben conosciuto e padroneggiato».