Nelle liste di Forza Italia la cossuttiana che fondò i Comunisti italiani

Giuseppina Renna spiega la sua svolta: «Tradita e perseguitata dalla sinistra»

Dai un’occhiata alle liste di Forza Italia e ti trovi candidata in Comune una comunista. Una cossuttiana.
Scusi, lei è Giuseppina Renna, quella...?
«Sì, io. Socia fondatrice dei Comunisti italiani. Ma anche dimissionaria, insieme ad altri cento compagni genovesi per motivi di carenza democratica e di pluralismo da parte degli esponenti nazionali del Pdci e di alcuni “quaquaraquà” regionali».
Neanche Berlusconi parla così.
«Diciamo che io, comunista, sono stata perseguitata dalla sinistra».
Cosa le hanno fatto?
«È una storia lunga, parte dal 1999. Ai tempi della giunta regionale Mori»
Provi a riassumere.
«Dovevo diventare di diritto membro del Coreco, ne avevo tutti i requisiti. Venni boicottata e dovetti ricorrere al Tar, nonostante le richieste di spiegazioni del compianto consigliere di Rifondazione Franco Tarantino. Vinsi al Tar, ma ci fu un accanimento, con il ricorso al Consiglio di Stato. La storia si è trascinata fino ai nostri giorni. Chiuso il Coreco, ho offerto all’attuale assessore al Bilancio almeno una transazione su quanto mi è stato illegittimamente tolto».
Offriva uno sconto sugli arretrati?
«Era convenienza di entrambe le parti. La Regione avrebbe risparmiato, ma mi hanno fatto fare la mendicante. Mi ricevevano e facevano passare altro tempo. Ancora una volta il Tar mi ha dato ragione. E ancora una volta la Regione ha chiesto e ottenuto una sospensiva al Consiglio di Stato. È diventata una farsa. Alla fine hanno dovuto pagarmi».
Una questione economica?
«Di principio. Ma anche economica, sì. Perché io di quei soldi avevo bisogno. In questo periodo ho subito due interventi per un tumore. Le cure mi costavano 180 euro al giorno. Avevo bisogno di quei soldi e lo sapevano. Ma per far capire anche che non badavo solo ai soldi, vorrei dire che io, sotto chemio, andavo a raccogliere le firme per la sinistra, e c’era chi mi scherniva. Collaboravo in Regione con il consigliere Ds Luigi Cola per 300 euro al mese».
Ora ha detto basta. Ma perché Forza Italia?
«Ho partecipato al primo convegno sulla Finanziaria, ho compilato il modulo dei suggerimenti, ho offerto la mia esperienza in campo sanitario, ed eccomi qua, da indipendente. Mi hanno chiamata, ho trovato persone a modo e umili, disposte ad ascoltare. In particolare Renata Oliveri ed Enrico Musso abbinano questa dote a una grande professionalità. E non sono né navigati né mestieranti della politica».
108 voti nel Pdci alle ultime regionali. Cosa pensa di fare?
«Sarà dura traghettarli tutti in Forza Italia, ma ho già parlato con molti compagni che si dimisero con me. Gli ex colleghi del Coreco mi garantiscono il loro appoggio. Sì, punto a essere eletta in Comune. E a recuperare voti anche a sinistra».
E poi fare il ribaltone? Andare dove la porta il cuore?
«No, chi mi conosce sa che sono una persona seria. Non faccio queste cose. Con questa sinistra ho chiuso. Ma poi, quale sinistra? Ha ragione chi ha scritto che persino questi pacifisti senza se e senza ma voterebbero persino le crociate. La dico con Totò, ma mi facciano il piacere».
Auguri, ex compagna Giuseppina Renna.