Nelle primarie dell’Unione le Tv fanno il tifo per Prodi

Il Professore in video 215 volte, più del doppio degli altri 6 candidati messi insieme

Laura Cesaretti

da Roma

Primarie: «E la par condicio?», si chiedeva una settimana fa il giornale di Rifondazione comunista, Liberazione. «La par condicio non esiste», si rispondeva il direttore, Piero Sansonetti: «I candidati sono sette, ma c'è una enorme sproporzione delle forze, soprattutto a favore di Prodi. Il quale è sostenuto dai due partiti maggiori della coalizione (Ds e Margherita), e da partiti più piccoli (socialisti, comunisti di Cossutta e altri), da quotidiani potenti come Repubblica e l'Unità, da un numero consistente di radio e tv locali».
Locali e non solo. A pochissimi giorni dall’apertura delle urne per la scelta del candidato premier del centrosinistra, trapelano i dati dei rilevamenti fatti fare dall’Authority sulle Comunicazioni a proposito delle presenze televisive dei candidati, e Romano Prodi - com’era prevedibile - straccia tutti i suoi competitor. In dieci giorni, dal 30 settembre al 10 ottobre, il Professore è comparso in video sulle reti Rai, Mediaset e La7 ben 215 volte. Più del doppio di presenze di tutti gli altri sei sfidanti messi insieme: il 56%. La sorpresa vera è che il secondo in classifica non è, come ci si aspetterebbe, Fausto Bertinotti, ma Clemente Mastella: 53 presenze nello stesso arco temporale, pari al 14% complessivo. «Tutta colpa di Emilio Fede - scherza lui - è un amico, mi invita spesso e io che faccio? Mica posso dirgli di no... ».
Bertinotti si aggiudica il terzo posto, con 45 passaggi televisivi pari al 12% della torta. «Un dato che non corrisponde per nulla al grande entusiasmo che registriamo attorno a Fausto nella nostra campagna per le primarie, nei treni, nelle piazze, nei mercati», sottolinea Giovanni Russo Spena di Rifondazione. «Testimonia di quanto la televisione sia lontana dal sentire reale del paese, e di quanto sia ridotta l’autonomia effettiva delle singole testate tv. Però non credo proprio che Bertinotti risulterà terzo in classifica nei risultati effettivi delle primarie di domenica prossima. In ogni caso, questo risultato dimostra quanto sia necessaria anche per il centrosinistra quella legge sulla par condicio che non a caso Berlusconi si prepara a cancellare... ».
Il posto numero quattro se lo aggiudica il leader dei verdi Alfonso Pecoraro Scanio: 32 passaggi tv, pari all’8%. Quasi alla pari con Antonio Di Pietro, che di presenze ne ha collezionate 29. Va molto peggio a Ivan Scalfarotto, l’outsider londinese: solo 4 presenze, un misero 1%. Praticamente invisibile la candidata «incappucciata», Simona Panzino: 2 comparse, 0,5%. «C’è una evidente penalizzazione di alcuni candidati, tra cui Pecoraro. È urgente che la situazione venga riequilibrata», reclama il verde Paolo Cento. «Anche quello relativo a Simona Panzino è un segnale dell’anomalia dell’informazione: forse è il caso che intervenga il presidente del comitato dei garanti delle primarie, Stefano Rodotà. Bisogna sensibilizzare le emittenti pubbliche e private perchè correggano questo dislivello clamoroso». Ma ormai quel che è fatto, è fatto: domenica si vota. E poi si faranno i conti: quanti parteciperanno alle primarie? «Intorno ai 700mila», è la previsione del prodiano Giulio Santagata, calcolata in base al numero di «seggi» e ai tempi di ogni singola operazione di voto. Qualcuno, nell’Unione, ha fatto anche i conti sul bacino di voti «sicuri» su cui ogni candidato potrebbe contare: gli iscritti ai partiti che lo sostengono. E così viene fuori che Prodi avrebbe a disposizione ben 917mila voti, pari al 79,3% del totale (560mila ds, 260mila Margherita, 60mila Sdi, 37mila Pdci). Bertinotti ha i 97mila iscritti Prc, pari all’8,4%; Mastella i 60mila tesserati Udeur (5,2%); Pecoraro i 32mila dei verdi (2,8%). Di Pietro non si sa: i tesserati di Italia dei valori risultano «non pervenuti».