Nelle province il Pdl regge meglio

Centrosinistra e Pdl dopo il primo turno passano da 7-4 a 3-2. Saranno
decisivi i sei ballottaggi, tra due settimane Il capoluogo molisano
strappato alla sinistra col 54%. Conferma in Veneto per il presidente
leghista uscente Muraro

Si partiva da sette a quattro, per il centrosinistra. Finisce sul tre a due, Ravenna, Lucca e Gorizia al centrosinistra, Treviso e Campobasso al centrodestra. Il vantaggio, lieve, è ancora per Bersani & Co. Ma i sei ballottaggi che si profilano tra quindici giorni riguardano, in maniera assolutamente bipartisan, entrambe le coalizioni, tre (Reggio Calabria, Trieste e Mantova) con un’amministrazione uscente di sinistra e tre (Vercelli, Pavia e Macerata) con una giunta uscente di centrodestra. Insomma, per capire davvero chi abbia vinto la partita delle Provinciali, bisogna aspettare lo spareggio, tra due settimane.

Per il momento, stando ai dati parziali, è il centrosinistra a uscirne più ammaccato, al di là delle cifre. Perde infatti con largo margine la Provincia di Campobasso, conquistata cinque anni fa a primo turno con il 60,5% di preferenze. A spuntarla questa volta, con un vantaggio del 54,7 per cento, è stato invece il centrodestra con Riccardo De Matteis, sostenuto da una coalizione larghissima che comprende anche Fli e Udc. Tonfo democratico anche a Reggio Calabria, dove il centrodestra con Giuseppe Raffa non ce l’ha fatta per un soffio a centrare il successo a primo turno. Più di tutto parlano le cifre: cinque anni fa il presidente uscente del centrosinistra, Giuseppe Morabito, era stato eletto con una maggioranza bulgara, 63,4%; oggi, ricandidato, a spoglio quasi concluso, viaggiava appena intorno al 26%. Una bocciatura clamorosa. Sul filo di lana la sconfitta Pd a Trieste, dove la presidente uscente Maria Teresa Bassa Poropat si è fermata al 48,5 per cento, e adesso dovrà vedersela al secondo turno col candidato Pdl Giorgio Ret (29,8%).

Conferma Pd invece a Gorizia, dove l’uscente Enrico Gherghetta conquista il mandato bis con il 52,8%. A pesare molto, in Friuli Venezia Giulia, è stata comunque anche l’affluenza. Proprio a Gorizia e Trieste le punte più alte, con rispettivamente meno 22,8% e meno 18%. Conferma Pd a primo turno invece a Ravenna, dove Claudio Casadio si è affermato con il 62%, e a Lucca, con Stefano Baccelli (54,9%). Nulla da fare per il centrosinistra, invece, a Mantova, dove c’è in pratica parità assoluta. Alessandro Pastacci, sostenuto da Pd e Idv, ha totalizzato il 41,4%, esattamente quanto il candidato del centrodestra, il leghista Gianni Fava.
Buona affermazione, nonostante il ballottaggio, del candidato della Lega a Mantova. E buona affermazione del Carroccio anche a Treviso, unica Provincia già in mano al centrodestra riconfermata a primo turno. Il presidente uscente Leonardo Muraro è stato stra-promosso con il 57,4% di consensi. Un’ottima affermazione personale, della Lega e anche della lista civica, Razza Piave, che ha sforato il 10%. «È una festa di tutti e del popolo trevigiano – ha esultato, congratulandosi, il governatore del Veneto, Luca Zaia – il successo conferma la validità di una squadra che dal 2005 governa la Provincia. Conosco bene i trevigiani, Se hanno premiato questa squadra significa che ha amministrato bene».

Anche nelle altre Province già a guida centrodestra in cui si profila il ballottaggio la coalizione uscente parte comunque in vantaggio. Accade a Vercelli, dove Carlo Riva Vercellotti si è fermato al 49%, distanziando comunque di oltre dieci punti il suo rivale, il candidato Pd Luigi Bobba. Centrodestra in testa anche a Pavia, dove Ruggero Armando Invernizzi (Pdl e Lega) ha avuto il 44,1%, dieci punti in più del candidato del Pd Daniele Bosone, fermo al 34%. A penalizzare Invernizzi la corsa in solitaria del presidente uscente Vittorio Poma, che correndo col sostegno dell’Udc ha ottenuto il 9,2%.
Partite rinviate di due settimane, dunque, al 29 e 30 maggio. Molto a secondo turno conterà anche l’affluenza, che invece in questa prima tornata, sia pure con un lieve calo, ha retto.

È stata infatti pari al 59,6%, contro il 60,8 della precedente consultazione. Il record di partecipazioni a Ravenna, dove ha votato il 66,5% degli elettori, oltre un punto in più delle precedenti elezioni provinciali. Fanalino di coda per l’affluenza Lucca, che si è fermata al 54,1%.