Nelle retrovie dell’avanguardia

Sulle avanguardie disse Pasolini: «Ci sarà ancora qualche convegno, in cui dei giovanotti cretini e petulanti parleranno di antiromanzo come se parlassero del prosciutto di Parma. Poi la fine». Si riferiva al Gruppo 63. In maggioranza erano di provenienza culturale lombarda. Salvatore Ferlita in Sperimentalismo e avanguardia (Sellerio, pagg. 280, euro 16) parte dalla Sicilia, l’isola che consegnò all’Italia narratori come l’Antonio Pizzuto di La signorina Rosina e lo Stefano D’Arrigo di Orcynus Orca. Siamo sicuri che possano sopravvivere i versi stralunati del Laborintus di Edoardo Sanguineti, un’orgia di allitterazioni? Mica tanto. Scrisse Giuseppe Pontiggia dell’avanguardia: «È solo la metafora più radicale della lotta contro l’esercito dei classici sotto un cielo che non è più il loro».