Nelle scuole inglesi torna di moda il latino

Lorenzo Amuso

da Londra

La scuola britannica riscopre il latino. Mentre i corsi di lingua cinese continuano a registrare un solido tutto esaurito, sono sempre più numerosi gli studenti della secondary school (l’equivalente delle italiane medie-superiori) che chiedono di imparare la lingua di Tacito. Tutto merito di un progetto pilota capace di risvegliare l’interesse attorno ad una materia che sembrava destinata all’inesorabile oblio.
Nel Regno Unito sono ormai 40 anni che il latino non è più una presenza obbligatoria nella didattica scolastica. Nel 1988 erano stati poco più di 16mila gli studenti che lo avevano studiato. Metà dei quali era iscritto a scuole pubbliche. Da allora il numero è precipitato fino a raggiungere lo scorso anno il punto più basso, 9.743. Un tramonto che ha investito anche lo studio del greco.
Ora però la tendenza sembra aver preso una nuova direzione. Insegnanti e classicisti - sottolinea il Times - registrano una rinnovata curiosità per la materia. E a rimediare alla ormai inevitabile carenza di insegnanti di latino, che nel frattempo sono andati in pensione o semplicemente si occupano di altro, ci ha pensato il Cambridge School Classics Project (Cscp), un programma per l’insegnamento della lingua classica on line. La tecnologia al servizio della classicità. La grammatica e la sintassi latina spiegate attraverso Cd-Rom interattivi. Al posto dei professori specializzati, i meno severi e-tutors, assistenti on line, consultabili tramite e-mail cui rivolgersi in caso di necessità. Secondo i responsabili di Cscp, oggi sono circa 40mila gli studenti, di età superiore agli 11 anni, alle prese con traduzioni di testi della classicità. E sempre più scuole hanno mostrato interesse per le lezioni di e-Latin (si calcola addirittura un numero superiore a 12mila istituti scolastici). Un successo inatteso quanto anacronistico, che ha spinto il Cscp ad assumere a tempo pieno un tutor per lezioni di approfondimento trasmesse in video-conferenza.
Secondo Will Griffiths, direttore didattico di Cscp, la riscoperta del latino passa anche attraverso l’alto numero di insegnanti non specializzati che hanno potuto tenere lezioni grazie ai supporti di insegnamento on line, formidabili nel catturare l’attenzione dei più piccoli. «Non proponiamo corsi di solo ascolto - spiega Griffiths -. I ragazzi sono coinvolti come se si trattasse di una normalissima lezione. Uno degli obiettivi è eliminare il luogo comune secondo cui il latino è una materia elitaria. La sfida è portarlo in aree economicamente meno fortunate, come Tower Hamlets, Newham e Greenwich». Tra le scuole che hanno aderito al progetto, la Saffron Walden High School, nell’Essex (est di Londra), dove gli studenti di latino sono in costante e continua crescita. Anche in questo caso l’istituto è stato costretto a ricorrere all’assunzione di una insegnante a tempo pieno per soddisfare le nuove richieste. «Sicuramente il computer ha avuto il merito di rivitalizzare una lingua abbandonata al suo destino» commenta la professoressa Ann Dodgson. Lo stesso Griffiths, comunque, esclude che il futuro del latino passi attraverso le video-conferenze e i corsi on line. L’insegnamento esige un rapporto diretto insegnante-alunno, non filtrato da uno schermo. «Poter contare su un docente specializzato è sempre preferibile, perché solo così si possono conoscere gli studenti e rendere il latino una lingua interessante - conclude Griffiths -. Ma se questa nuova tecnologia saprà risvegliare l’attenzione sulle lingue classiche, e portare all’assunzione di nuovi insegnanti specializzati, allora riterremo raggiunto il nostro obiettivo».