Nello stadio di Chieti una piccola Sud

Ohhh, accendete il microfono, c'è lo speaker che si sgola. Dall'uno al diciotto. Nome e cognome. Entrano i nostri eroi. Più il mister. Fateci sognare. Più quel ruggito, forza Sampdoria. Come? Quando il Chieti gioca in casa c'è quell'abitudine, ormai è un rito. Che si ripete. E lo stadio fa festa, si adegua, alè Samp. Urlato con il volume al massimo. Proprio così. Non è uno scherzo. Siamo in Abruzzo, la Liguria è dall'altra parte dello stivale. Eppure la Samp da queste parti è una compagna di viaggio. Esportata fino a qui, dove il calcio diventa cuore, amore, passione. Campionato di Eccellenza, la voglia matta di risalire nei piani alti dopo la retrocessione in C2 e il fallimento successivo. Milo Durante ha accettato la sfida. Gli hanno chiesto di dare una mano, lui ha fatto di più. Ha creato un progetto importante, vincente, a lunga scadenza insieme ad altre 16 persone, gli uomini più in vista di Chieti. Ma come è cominciato? Riavvolgiamo il nastro e iniziamo dalla prima sequenza.
«Ero stato invitato come relatore a Chieti per partecipare ad un master sull'ambiente. Lì ci fu il primo contatto con questa realtà. Poi, il fallimento della società che si ritrovò in terza categoria. A quel punto, mi hanno chiamato per chiedermi se volevo aiutare il Chieti. Sono riuscito a farlo ripartire dall'Eccellenza e stiamo andando alla grande: quattordici vittorie e appena una sconfitta. Siamo un gruppo molto unito, gli obiettivi sono chiari: vogliamo ritornare tra i professionisti», spiega Durante, presidente dall'inizio della stagione. Ogni domenica allo stadio una media di undicimila spettatori, 4000-5000 quando la squadra va in trasferta. Un’avventura nata quasi per caso che sta diventando una favola straordinaria. Con una sfumatura di blucerchiato. «C'è in qualche modo un legame tra il Chieti e la Samp, basta citare solo tre nomi: Chiesa che giocò in Abruzzo per una stagione mentre Quagliarella a Chieti è considerato ancora un idolo: infatti disputò una stagione straordinaria. Senza dimenticare il giovane attaccante, Virdis, arrivato in prestito dalla Samp, che, nel passato campionato realizzò moltissime reti», continua ancora l'imprenditore genovese. Legami e "parentele" che uniscono i blucerchiati e il Chieti.
Più quell'urlo prima della partita voluto da Durante, forza Sampdoria. Ma lui, ha voluto fare ancora di più, a settembre, infatti, ha regalato trecento maglie della Samp al pubblico abruzzese. «Si è creato una sorta di gemellaggio, tanto che i tifosi del Chieti vorrebbero venire a Genova in occasione di una partita della Samp. Uomo di calcio (ma anche di sport), quello di Chieti è soltanto il capitolo di un libro grande così. Perché Durante ha guidato per due anni l'Imperia quando si trovava in serie D: «Ingaggiai come allenatore Fausto Salsano, furono due stagioni in cui ci consolidammo nella categoria. Ho trovato grande passione tra i tifosi, c'era un rapporto splendido, gli ultras nerazzurri ancora adesso espongono lo striscione "Milo uno di noi". Ci sarebbe anche la possibilità che decida di rientrare ad Imperia ma è ancora troppo presto per affrontare questi discorsi. Comunque dopo quell'esperienza, ci fu la Golfodianese: dalla promozione direttamente in Eccellenza».
Ama la Samp, lo abbiamo già detto. Ama il calcio, lo avete appena letto. Ama lo sport, ed ecco un altra pagina da scrivere: «Da tre anni sono presidente del San Leonardo Città di Imperia, società di pallapugno. Abbiamo ottenuto risultati importanti e quest'anno puntiamo allo scudetto». Quello che vorrebbe vedere cucito su una maglia blucerchiata, ma questa è un'altra storia.