Nello studio-bunker ossessione per ogni dettaglio

da Parigi

I consiglieri in comunicazione dei candidati all'Eliseo hanno passato la giornata a visionare ogni angolo dello studio in cui ieri sera si è svolto l'attesissimo dibattito. Un'attenzione particolare è stata dedicata alle luci e alle sedie, che dovevano essere al tempo stesso confortevoli e «vantaggiose». Dovevano insomma proiettare verso l'alto la silhouette dei due «presidenziabili», con una particolare attenzione per quella di Sarkozy, che pare sognasse da ragazzo una statura un po' più elevata della sua. I discorsi convinti e (più o meno) convincenti sono avvenuti in una cornice teatrale studiata nei minimi dettagli, con regole ultraprecise. Un esempio: il divieto di mettere in onda immagini del candidato che non sta parlando.
Mentre i consiglieri in comunicazione regolavano le sedie e le luci della ribalta, quelli politici ed economici hanno affilato per tutta la giornata le armi legali e anche quelle proibite. Le malelingue dicono che «Sarko» come «Ségo» abbiano messo a punto un doppio Risiko: quello ufficiale, nel caso di una partita sostanzialmente corretta, e quello con tanti colpi bassi, nel caso di calci sotto la cintura. Prima del dibattito i socialisti hanno accusato gli avversari di essersi serviti di un transfuga per carpire i segreti della Royal. Si tratterebbe di Eric Besson, l'ex responsabile economico del Ps, che lo scorso febbraio si è dimesso in polemica con la candidata del partito. Smentita dei collaboratori di Sarkozy: «Abbiamo bisogno di amici, non di talpe!».
Alla fine di una giornata carica di tensione, Arlette Chabot e Patrick Piovre d'Arvor, giornalisti simbolo rispettivamente della tv pubblica e di quella privata, hanno accolto i contendenti in uno studio la cui atmosfera e le cui geometrie ricordavano un po' un campo di calcio e un po' un ring di pugilato. Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy erano seduti uno in faccia all'altro, ma fin dall'inizio hanno evitato di guardarsi insistentemente negli occhi. La candidata socialista indossava un tailleur nero su una camicetta bianca, leggermente scollata. La stessa (o gemella della stessa) che ha portato in vari comizi di questa lunga, intensa e difficilissima campagna elettorale. Niente di rosso nel suo abbigliamento. Sarkozy aveva invece un abito blu con cravatta blu su camicia chiara. Il blu è il colore dei gollisti e, almeno nel suo caso, l'abbigliamento è stato una bandiera.